Gioco
Il trionfo di Lorenzo è un tuffo fra i coriandoli «È stata una sorpresa»
L’ironia di Lorenzo Biagini, eterno secondo: «Se presento una canzone moderna vince la tradizione e viceversa: non ci azzecco proprio mai...»
VIAREGGIO. Cambia il palcoscenico - dal Politeama all'Eden -, cambia per ovvi motivi di regolamento la canzone, ma l’emozione rimane sempre la stessa. A due anni di distanza dal primo, storico successo, il giovane Lorenzo Ghiselli torna a trionfare al Festival di Burlamacco. E se nel 2017 accompagnava il popolo di Burlamacco “dentro una conchiglia”, questa volta invita i carnevalari a lasciarsi andare in un “tuffo fra i coriandoli”. E forse la soddisfazione è ancora maggiore. Per più di un motivo. «Non mi aspettavo di vincere, rispetto a due anni fa il livello delle proposte era più alto e la competizione più dura – commenta stremato sul palco dell’Eden – questo brano rappresenta pienamente la nostra idea di canzone del Carnevale. Di più: lo considero un’esplosione di Carnevale puro. Con tanta tradizione, ma anche modernità. Al di là del verdetto, poi, siamo soddisfatti di essere riusciti a esprimere tutto quello che avevamo dentro».
Il ‘nostra’ e il ‘noi’ non sono un plurale maiestatis: Ghiselli ha portato in concorso questa canzone assieme all’inseparabile amico Andrea Ciaramitaro («Lui ha scritto buonissima parte del testo») e a Luca Del Carlo con il quale ha composto le musiche. Il primo si presenta ai taccuini reggendo l’ambito premio, una statua di Burlamacco realizzata dal mascheratista Libero Maggini. «Due anni fa scrissi il testo di ‘Dentro una conchiglia’ di getto. Questa canzone, invece, è stata più ragionata: è sincera, schietta, e forse ci rappresenta maggiormente – dice Ciaramitaro, atteso ora dal concorso delle maschere isolate – con le parole ho voluto dipingere un quadro immaginario e far capire che il Carnevale è una fuga dalla realtà».
Luca Del Carlo, intanto, piange dalla gioia come un fanciullo: «È la prima volta che un mio brano diventa canzone ufficiale, non me lo sarei mai aspettato – dice visibilmente emozionato – dalla vita ho avuto tante delusioni, stasera voglio dedicare questa vittoria a me e a chi ha sempre creduto in me. E poi faccio i complimenti a Lorenzo e Andrea: loro sono il futuro del Carnevale». E poi fa sentire con orgoglio il messaggio vocale che gli ha mandato papà Sergio, una delle colonne del complesso musicale dei Masnada.
Al secondo posto si classifica “Ci sarà”, scritta da Lorenzo Biagini. Che ancora una volta sfiora la vittoria: il Festival di Burlamacco è l'unico alloro che ancora gli manca. «Quando presento una canzone moderna vince una tradizionale o viceversa: non ci azzecco mai», dice ridendo. Ma nelle sue parole non c’è amarezza: «Sono comunque contento di com’è venuta la canzone e anche della splendida esecuzione di Maria Maddalena Adorni e Massimiliano Marchetti. Credo che alla giuria sia piaciuta per l’energia che sprigiona: è proprio una boccata d’aria pura».
E un altro Biagini, che di nome fa Daniele, chiude i nomi dei cantanti saliti sul podio: «Sono felicissimo, forse più per il premio per il miglior testo perché è stato volutamente un richiamo alle canzoni tradizionali del passato. Complimenti, poi, a Daniele Testi per aver musicato un bel brano che ha meritato il secondo posto». —
Simone Pierotti
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