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Il Festival di Burlamacco si trasforma in un processo a Marialina

Simone Pierotti
Il Festival di Burlamacco si trasforma in un processo a Marialina

I Carnevalari mettono sotto accusa la presidenza Marcucci e i costruttori: «Basta con le coreografie sui carri: recuperiamo spontaneità ed allegria»

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Un brano nel segno della tradizione che ammicca a epoche particolarmente feconde per la musica carnevalesca come gli anni Venti/Trenta e Ottanta. E che vince un Festival di Burlamacco mai come stavolta paladino di quella stessa tradizione e animato dalla vis polemica nei confronti della Fondazione Carnevale. Un tuffo fra i coriandoli, cantata da Lorenzo Ghiselli che ha anche curato testo e musica assieme ad Andrea Ciaramitaro, è la nuova canzone ufficiale del Carnevale. Sul podio anche Ci sarà, interpretata da Maria Maddalena Adorni e Massimiliano Marchetti, e Viareggio tu sei melodia di Daniele Biagini.

La salvaguardia della tradizione, dunque, è stata il leit motiv della serata di sabato. A partire dallo scenario, quel Teatro Eden su cui i Carnevalari, che dal 2007 mettono in piedi ogni anno il Festival, hanno dovuto ripiegare dopo la chiusura del Politeama e gli intoppi burocratici per il PalaBarsacchi: qui negli anni Ottanta andava in scena la Canzonetta dei Rioni. E sabato il tempo sembrava essersi cristallizzato quando la filarmonica Pacini di Quiesa è entrata in sala tra i battimani del pubblico, creando subito un clima da stadio. O quando la platea, imbeccata dai cinque presentatori, ha cantato a cappella Polvere di sole o Magica Viareggio.

Ecco, la magia. Il Festival di quest’anno era ispirato alla saga di Harry Potter - prontamente ribattezzato Harry Pottisa - con le quattro case che per l'occasione sono diventate Grifongiorgio, Boddaverde, Gattonero e Punteruolorosso. E all'ingresso dell'Eden c'erano pure due gufi veri, portati dai falconieri di Fivizzano.

Dal binario 9 “e un po’ po’ “ è partito un immaginario treno verso Hogwarts, dove l’Inquisitore Supremo è in realtà la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci. I Carnevalari l’hanno criticata ferocemente per la scelta d'incentivare le coreografie sui carri a discapito - secondo loro - della spontaneità e dell'allegria. Un concetto ribadito con la parodia di una famosissima scena di “Full metal jacket” in cui il sergente maggiore Hartman riprende il soldato Palla di lardo, che qui diventa un figurante costretto ad adeguarsi a un rigidissimo regolamento in tema di coreografie.

Ce n’è per tutti, perfino per i carristi. Ma il costruttore Fabrizio Galli, chiamato dai Carnevalari come presidente di giuria, non si impermalosisce. Anzi, ci scherza su: «Il prossimo anno non farò la coreografia», esclama suscitando l’ovazione della platea. E aggiunge: «Servono anche le prese di giro, questo Festival dimostra che il Carnevale è vivo e che ha un futuro».

Meglio così. Viene però da chiedersi allora quale futuro, perché la rottura fra gli amanti della tradizione e gli attuali vertici della Fondazione è ormai palese. E probabilmente insanabile. —

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