Il Tirreno

Versilia

il processo a livorno 

Furto di carburante, assolto camionista versiliese

Furto di carburante, assolto camionista versiliese

Marco Rossi, 54 anni, viareggino di nascita ma residente a Massarosa, può dire di essere stato vittima di un errore giudiziario

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VIAREGGIO. Marco Rossi, 54 anni, viareggino di nascita ma residente a Massarosa, può dire di essere stato vittima di un errore giudiziario. Lo scrivono chiaramente i giudici livornesi nelle motivazioni della sentenza nella quale hanno condannato diciotto dei diciannove imputati nell’indagine sui furti di carburante all’interno della raffineria Eni di Stagno. . «Alla luce degli elementi descritti – si legge al termine della ricostruzione della vicenda processuale iniziata nel 2012 – non può che ritenersi raggiunta la prova di tutti i reati contestati agli imputati al capo b (l’appropriazione indebita ndr) salvo che per l’imputato Marco Rossi».

È continuando a leggere le motivazioni che i giudici spiegano il motivo per cui l’autotrasportatore non è coinvolto con i furti di benzina e la successiva vendita del carburante sottobanco.

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«Dall’esame della teste portata dalla difesa, moglie dell’indagato, è emerso che effettivamente Rossi aveva una ditta individuale e, tra le attività di autotrasporto c’era anche quella di effettuare delle consegne di carburante ritirato dalla raffineria Eni, tanto che in effetti anche il Rossi era una delle imprese, socie della Tirreno Trasporti coop, che aveva un box affidato in comodato d’uso. Tuttavia, in realtà, operava per queste attività di trasporto carburante tramite un dipendente, mentre lui si occupava esclusivamente di trasporto di latte in altre regioni».

Ecco perché il cinquantaquattrenne, assistito dagli avvocati Leonardo Lucchesi e Gianfelice Cesaretti – è la conclusione del collegio presieduto dal giudice del tribunale di Livorno Carlo Cardi «alla luce dell’istruttoria Rossi non può essere ritenuto l’autore delle appropriazioni indebite e dei reati di tipo erariale a lui contestati».

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