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Frana precipita dentro una casa: «Un boato ci ha svegliati di colpo» - Video
Seravezza, paura a Riomagno per il cedimento della montagna. Quattro le abitazioni evacuate, Loghetto è rimasta isolata
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SERAVEZZA. «Eravamo già a letto, quando abbiamo sentito un boato che ci ha svegliati di colpo. Era talmente forte, che ho pensato al finimondo. Poi sono scesa e ho capito». Ha capito che un pezzo di montagna era appena franato sopra la loro casa. Anzi: dentro la loro casa. Una lingua di fango aveva spaccato il muro del piano terra e invaso la stanzetta della lavanderia. Anche nel bagno, al primo piano, era entrato. Sulla parete, sopra la vasca, è rimasto un buco. Si intravede la terra. Sembra il pugno della montagna. «Ci siamo salvati solo perché la camera da letto è all’ultimo piano. Se fosse stata al piano terra, non sarei qui parlare», si sfoga Rocha Maria De Lourdes Do Carmo (ha un nome lunghissimo, come tutti i brasiliani) che vive in questa casa in via del Paesetto, appena fuori Riomagno, con il marito, Palo Guidi, seravezzino ed ex cavatore. Lui è in strada adesso. Sta controllando con il geometra del Comune i danni provocati dalla frana. In casa entra l’odore dolciastro di terra bagnata. Arriva anche l’eco delle ruspe al lavoro. Ha smesso di piovere, ma l’allerta meteo continuerà per altre ore.
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I FATTI
La loro casa, venerdì notte, è stata centrata in pieno da una frana. Unica casa di tutta la frazione a essere colpita. «Erano circa le dieci quando è successo – racconta Rocha Maria –. Pioveva fortissimo, c’era vento. Quando ho sentito quel boato, mi è andato il cuore in gola. Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco». Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, i tecnici del Comune, il sindaco Riccardo Tarabella e l’assessore alla protezione civile Dino Vené. L’abitazione è stata evacuata immediatamente e, ieri pomeriggio, è arrivata anche l’ordinanza sindacale di sgombero. Potranno tornare (forse) lunedì. Nel frattempo staranno da un’amica. Per precauzione sono state evacuate altre tre case, quelle confinanti, ma già ieri le famiglie sono potute rientrare. C’è chi ha trovato ospitalità da amici, chi ha passato la notte sul posto di lavoro. «Io non mi ero accorta di niente – racconta Roberta Raffi, una delle vicine costrette a lasciare casa per una notte –. Pioveva forte e la pioggia faceva un rumore infernale. Poi ho iniziato a vedere delle luci passare davanti alla finestra. Ne passavano così tante che mi sono detta “è successo qualcosa”. Ed effettivamente qualcosa era successo. A noi è andata bene».
ISOLATA LOGHETTO
Loghetto, un agglomerato di case situato dietro la frana, è rimasto isolato fino a ieri pomeriggio. Un’abitante non è riuscita nemmeno a raggiungere casa e ha trascorso la notte in hotel. Chi doveva lavorare, ieri mattina, si è dovuto arrangiare a piedi. A franare è stata infatti la vecchia mulattiera che attraversa la località e arriva a Fabbiano, la stessa mulattiera che si narra sia stata percorsa da Michelangelo nel suo viaggio verso la Pieve della Cappella.
IL PRECEDENTE
E non era la prima volta. Già trent’anni fa, quella mulattiera era franata. E sempre sulla stessa casa. Senza danni. «Mio marito era giovane – racconta Rocha Maria –, viveva qui con i genitori. Suo padre, dopo la frana, costruì un muro per difendere la casa e finora aveva funzionato. Ora ci chiediamo quanto sia sicuro vivere qui. Se questo tratto di montagna continua a franare, qualcosa non va». L’amministrazione comunale cerca di tranquillizzare gli abitanti. «Stamani (ieri per chi legge, ndr) i tecnici comunali hanno valutato la situazione e optato per il rientro degli abitanti nelle loro case – si legge in una nota del Comune di Seravezza-. Fatta eccezione per la casa direttamente colpita dalla frana. Hanno quindi valutato che non ci sia un pericolo incombente. Nei prossimi giorni saranno fatti gli approfondimenti del caso».
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