Il dolore
Carri, il collaudo slitta a domani e martedì
Il maltempo costringe la Fondazione a rinviare l’uscita prevista per ieri. Ma negli hangar siamo già alle rifiniture
Come l’ultima settimana prima di un esame. Con la voglia matta di mettersi in gioco, con la speranza di risollevarsi da un piazzamento deludente dell’anno precedente, magari anche con la paura di sbagliare. E con il desiderio di stupire. Mancano pochissimi giorni al gran debutto, quello della prima delle cinque sfilate di Carnevale: dentro gli hangar della Cittadella è tempo di rifiniture, di ritocchi, di corse contro il tempo per farsi trovare pronti all’appuntamento.
Domani e martedì, intanto, sono previsti i collaudi dei carri in concorso: erano programmati per la giornata di ieri, ma il maltempo ha costretto a farli slittare di un paio di giorni. Per i carristi cambia poco: c’è un lavoro da portare avanti e ultimare. E le costruzioni assomigliano sempre più a quelle che i loro autori hanno sognato e consegnato in estate e che gli spettatori vedranno prendere vita in Passeggiata.
Guai, però, a sbilanciarsi su vincitori e vinti fin da ora: come ci ammonisce un noto detto popolare, i carri vanno giudicati in corso, non nei baracconi. Nell’hangar dei Bonetti stanno prendendo forma le meduse che completano la scenografia anteriore, Roberto Vannucci ha già provato con l’aiuto della gru la mastodontica sua balena al completo, Fabrizio Galli ha montato – e colorato – il busto del suo Trump in versione warhammer. Tra quelli parecchio avanti figurano Massimo Breschi e Alessandro Avanzini, storicamente fra i più veloci a completare la costruzione dei loro carri: la curiosità è che in quello di Breschi la base appare come un grande muro di periferia con una serie di graffiti realizzati da alcuni writer professionisti.
Ciclicamente, poi, si ripropone la solita polemica tipica di gennaio: ma perché la maggior parte degli hangar sono chiusi, specie nei giorni di maggior afflusso alla Cittadella? A onor del vero va ricordato che i baracconi sono prima di tutto un cantiere di lavoro: se è vero che si è un po’ persa la magia dell’addentrarsi alla scoperta dei mascheroni, è altrettanto vero che la sicurezza viene prima di tutto. Così come è comprensibile la curiosità di assistere allo stato di avanzamento dei lavori.
Nel nostro piccolo suggeriamo un compromesso, se fattibile: transennare lo spiazzo di fronte agli hangar e al tempo stesso aprire i portoni. Sarebbero tutti contenti – i carristi lavorerebbero senza intrusi e intrusioni, i visitatori si godrebbero comunque uno scorcio del Carnevale che verrà. Ad ogni modo, si tratta di pazientare ancora per poco... —
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