Gioco
Tournée in Cina, il Pucciniano chiede i danni agli organizzatori
Il presidente Veronesi: gli orchestrali saranno pagati e la Fondazione andrà per vie legali nei confronti dei partner «inadeguati ed inaffidabili»
TORRE DEL LAGO. «Molteplici problemi» nell’ultima trasferta del Festival Pucciniano, destinazione Cina per una serie di concerti, compreso quello della serata di Capodanno in un grande teatro – con il direttore Dmitri Jurowski ed i solisti Mauro Bonfanti, Nan Zheng e Cristiano Amici. Torna sulla vicenda, della quale si era occupato il Tirreno nei giorni scorsi, la Fondazione presieduta da Alberto Veronesi, parlando di «problemi da attribuire alla partnership» creatisi «con soggetti che si sono dimostrati inadeguati ed inaffidabili e che non sono stati neppure in grado di pagare il dovuto compenso agli orchestrali che hanno partecipato alla tournee». E qui la prima domanda è inevitabile: con chi si è messa la Fondazione in questa avventura cinese, vista l’esperienza che Veronesi vanta ad Oriente e quella che la Fondazione ha in curriculum sul fronte trasferte?
«Il consiglio di amministrazione della Fondazione», si legge nella nota diffusa, «preso atto della deprecabile situazione creatasi, nella sua ultima seduta ha deliberato di risarcire i musicisti del mancato pagamento da parte degli organizzatori e di adire per vie legali nei confronti di questi ultimi a tutela dell’immagine della Fondazione e del danno subito». Danno che il comunicato della Fondazione, però, non rende noto. Così come non viene spiegato di quanti concerti siano effettivamente saltati tra quelli previsti.
«La Fondazione», sono le parole del presidente Veronesi, «giudica le attività internazionali conformi agli obiettivi statuari per quanto riguarda la promozione del patrimonio artistico pucciniano, e strategiche sia per i ricavi che comportano, sia per il ritorno che hanno in termini di partecipanti stranieri alla programmazione del Festival. Non sarà un piccolo incidente di percorso a farci cambiare idea. Anche per il 2019 sono già numerosi gli accordi di collaborazione in ambito internazionale che ci porteranno a co-produrre spettacoli che presenteranno a Torre del Lago ed in altri prestigiosi teatri».
E qui, la seconda domanda altrettanto inevitabile della prima: quanto è previsto in entrata dalle trasferte per il 2019? E quanto avrebbe dovuto portare la tournée cinese? Nel biennio 2017-2018 - spiega ancora la Fondazione - «grazie alle attività internazionali la Fondazione ha generato entrate per il proprio bilancio di oltre 1 milione di euro». C’è, dunque, già una prospettiva per il prossimo triennio, a partire dall’anno in corso?
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