Il Tirreno

Versilia

la protesta 

Strettoia dice no ai soldi dei gestori della Cava Fornace

Luca Basile

Il comitato della frazione boccia l’idea del sindaco di chiedere  un contributo economico per il restauro di Torre Beltrame

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I soldi di chi gestisce la discarica di Cava Fornace per il restauro di torre Beltrame? «No, grazie». Presa di posizione, lapidaria, a firma del Comitato di Strettoia dopo che nei giorni scorsi il sindaco Alberto Giovannetti aveva parlato di un contributo economico da parte di Programma Ambiente Apuane - la società che appunto gestisce la discarica - per la definitiva sistemazione di un bene storico che appartiene alla comunità strettoiese.

«Il tema del restauro e recupero della torre - spiega Diego Pelucchini, presidente del Comitato - non è argomento compatibile con la discarica: siamo su due piani diversi e su due mondi diversi. I costi del restauro della torre e del suo intorno, come abbiamo più volte precisato, necessitano di una grande idea e di un grande contributo economico, cosa che non potrà certamente avvenire da un palliativo ed inaccettabile contributo proveniente dalla discarica: prima la salute e poi il resto. Quindi il Comitato ritiene inaccettabile questo legame diretto fra discarica e torre».

«Non vogliamo entrare nel merito della legittimità della discarica e sulle autorizzazioni amministrative - aggiunge Pelucchini - tuttavia dobbiamo annotare che accanto a una scelta scellerata di un sito fortemente vulnerabile in ordine al profilo ambientale, per una discarica di materiali insalubri, vi è una peggiore gestione e un controllo approssimato. Quello che vorremmo dalle istituzioni è che vi fosse chiarezza, trasparenza e rassicurazione, perché qui non si tratta di questioni secondarie, come per esempio le raccolte di firme per un semplice autovelox, ma della salute dei cittadini, che devono ingollare una bomba ecologica nel giardino di casa. I sindaci e le amministrazioni hanno la grande responsabilità di salvaguardare la salute dei cittadini e devono impegnarsi con atti concreti. Dunque, anche se eminenti giuristi hanno affermato che il sindaco è la massima autorità sanitaria dalla quale non è possibile astenersi o delegare, a noi interessa l’impegno civile e morale di una amministrazione pubblica che ha nei confronti della sua comunità. Per il Comitato di Strettoia, comunque, prima di tutto, deve essere presa in considerazione la salute dei cittadini e quindi è importante che il Comune si impegni seriamente e concretamente con un’azione di verifica e di controllo pubblico sulla gestione di un sito pericoloso».

Comitato che, nel frattempo, invita l'amministrazione «a richiedere e pubblicare le varie autorizzazioni che sottendono all’esercizio dell’attività di discarica, firmate dai Rup e con i vari pareri degli Enti competenti, ricordando che l’area è fortemente vincolata. E ancora che venga verificata la corretta applicazione della normativa in materia e la legittimità del provvedimento amministrativo primicerio nonché quello che consente un ampliamento e una prosecuzione dell’attività fino al riempimento totale della cava. Va spiegato in modo serio e preciso la motivazione del provvedimento amministrativo e la ricostruzione del percorso logico e giuridico mediante il quale l'amministrazione si è determinata ad adottare questo nuovo provvedimento. Chiediamo, inoltre, che venga organizzato un incontro pubblico e non un convegno a porte chiuse, sul tema Cava Fornace, con esperti del settore e con i titolari dell’azienda di gestione». —

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