Meno sette giorni al primo corso ma di addobbi neanche l’ombra
Bandiere e mascheroni “ufficiali” montati solo all’interno del circuito dei carri E nei quartieri ci si affida esclusivamente alla buona volontà dei privati
Le tribune di piazza Mazzini sono montate e sono ormai pronte all’uso. Così come sono state installate le bandiere sui pali dell’illuminazione pubblica della Passeggiata. Se si esce dal perimetro del circuito dei carri, però, la capitale italiana del Carnevale - ad appena sette giorni dal primo corso mascherato - non si presenta certo con quell’aria festosa che ci si potrebbe (e dovrebbe) attendere. In buona sostanza, di addobbi in giro per la città (quantomeno quelli “ufficiali” nelle principali vie della città e dei rioni che un tempo venivano montati direttamente da Fondazione e Comune) non c’è neppure l’ombra. E, almeno per ora, non sono previsti interventi ad esclusione dell’inserimento di alcuni mascheroni di fronte all’Esselunga (che per altro è sponsor del Carnevale).
E se sono lontani anni luce i periodi in cui gli alberghi della città avevano balconi e finestre abbellite con maschere e bandiere (è passato alla storia l’addobbo dell’hotel Royal “firmato” da Sergio Baroni), sono purtroppo un ricordo anche i tempi in cui la città - sia pure a macchia di leopardo - veniva rallegrata con mascheroni e pezzi di carri del passato.
Per il resto bisogna affidarsi alla buona volontà dei privati che con grande inventiva (o più semplicemente facendo ricorso alla bandiere di Burlamacco) addobbano pezzi di strade e piazze: siano essi semplici cittadini che hanno a cuore la buona riuscita del Carnevale oppure proprietari di pubblici esercizi e negozi che rendono più festose le loro attività commerciali.
In questa categoria spicca il caso della via Guerrazzi in Darsena che - quest’anno come ormai da molti anni - viene completamente imbandierata grazie alla passione di chi ci abita. Un esempio da seguire. —
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