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Carnevale di Viareggio
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Dai Papaveri rossi alla Teoria del kaos: i Cinquini ci riprovano

Simone Pierotti
Il bozzetto del carro di prima categoria "La teoria del Kaos" dei fratelli Cinquini
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Il bozzetto del carro di prima categoria "La teoria del Kaos" dei fratelli Cinquini

I vincitori dell’edizione 2018 del Carnevale di Viareggio difendono il titolo con un carro completamente diverso dal precedente. Fra videowall, gru, maiali e farfalle....

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VIAREGGIO. «Questo carro è un’allegoria sul caos che ci circonda. Che vuol dire tutto e nulla». Andiamo bene, allora. Però, a ben pensarci, quello del caos è un concetto mica facile da esprimere a parole, figuriamoci con una costruzione in cartapesta. E s’intitola proprio La teoria del kaos il progetto con cui i fratelli Stefano e Umberto Cinquini proveranno non solo a stupire ancora, ma anche e soprattutto a difendere a distanza di dodici mesi la prima, storica vittoria fra i grandi del Carnevale di Viareggio.

IL CARRO

Epperò Papaveri rossi rimarrà qualcosa di unico, d’irripetibile. Ne sono consapevoli i campioni in carica – o del mondo, come hanno voluto autodefinirsi per ribadire che a Viareggio si sfidano le costruzioni più belle del creato – e non a caso si sono discostati il più possibile da quanto fatto l’anno passato. Nella scelta del tema da trattare, certo, ma anche nell’architettura del carro.

Su una giostra ruoteranno cinque corpi femminili, simbolo dell’umanità creatrice, ispirati alla venere di Willendorf: al posto del viso, però, presenteranno dei giganteschi schermi su cui scorreranno alcune immagini. «Sarà il primo caso di videowall a bordo di un carro – dice Umberto – magari farà anche discutere, ma era l’unico modo per rappresentare il caso che alberga nel cervello».

A sovrastare il carro una gru che regge un mirrorball su cui si adagia un maiale, simbolo del potere economico, e una miriade di farfalle («Originariamente avrebbero dovuto essere rosse, ma ricordavano troppo i papaveri e allora abbiamo deciso di cambiare colore», spiega Umberto).

I figuranti, circa un centinaio a terra – «Sarà un disordine organizzato, un caos studiato bene» –, sfileranno con un cubo in testa e abiti bianchi glitterati. Su un piano inclinato “alla Gionata Francesconi”, poi, spazio a un gruppo di attori della compagnia Teatro Rumore di Davide Moretti. Confermata alla direzione musicale la dj Paola Vannozzi.

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IL SOGGETTO

La nostra quotidianità si è fatta sempre più frenetica, sempre più caotica. Siamo bombardati di notizie e distinguere quelle vere dalle fake news è diventata un'impresa. Ma se questo marasma fosse il frutto di un disegno prestabilito che crea terrore e specchietti per le allodole solo per smuovere interessi economici? È l’interrogativo che ha spinto i due costruttori, affiancati da Silvia Cirri e Michele Cinquini, a concepire questo carro: «Sì, secondo noi è il potere economico che sposta gli equilibri del caos – è il pensiero di Umberto – ma li sposta davvero, mica come Bonucci al Milan…». Un disegno iniziato con l'attentato alle Torri Gemelle del 2001, dopo il quale l'Occidente si scoprì improvvisamente vulnerabile, e proseguito poi con la grande recessione mondiale innescata dalla crisi dei mutui subprime.

Una visione troppo negativa? Può darsi. Ma i costruttori concludono la loro spiegazione del carro citando una celebre frase di Giulio Andreotti, quello che disse - o avrebbe detto - che se un politico non veniva dileggiato dal Carnevale viareggino allora non contava nulla: «A pensar male si fa peccato…Ma spesso ci si azzecca». Già. —

(9 - fine)
 

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