Il Tirreno

Versilia

il parere dell’esperto 

Professore di Oncologia «Il caso di Massarosa è preoccupante»

C.B.M.

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Piano del quercione. «Non voglio creare allarmismo ma se venissero confermate le preoccupazioni dei cittadini, il caso sarebbe preoccupante», così interviene il professor Alfredo Falcone, ordinario di Oncologia all’Università di Pisa sul caso dei 18 decessi per tumore al cervello in uomini under 65 denunciati dai cittadini della frazione massarosese di Piano del Quercione. Falcone è uno scienziato stimato con alle spalle numerose pubblicazioni sui temi dei tumori, per questo è cauto nella valutazione: «Il punto è che esistono almeno una decina di tumori che possono essere riferiti al cervello - dice - sarebbe necessario capire se queste hanno avuto lo stesso tipo di malattia perché è chiaro che se fossero di natura diversa non ci sarebbe un caso».

Il professore dà alcune informazioni su questo tipo di tumore: «Si tratta di una malattia estremamente rara - dice - che corrisponde a circa l’1 o al massimo il 2% dei casi di tumori. Inoltre, come detto, possono essere di più tipi. Inoltre sappiamo ben poco dell’insorgenza di questi tumori. La scienza in questo non ha saputo ancora dare tutte le risposte, una parte dei casi, è stato dimostrato, deriva da una degenerazione dovuta da radiazioni. Ma i casi studiati fino a questo momento indicano che, perché si generi, sono necessarie radiazioni molto forti che nel nostro territorio non esistono».

Tuttavia fa notare che spesso le morti per tumore al cervello derivano da altro: «Capita non di rado che le persone riferiscano di una morte come di un tumore al cervello - spiega - tuttavia questo non è completamente vero: non è insolito infatti che la massa tumorale si trovi altrove, come nei polmoni, e che poi le cellule tumorali entrino in circolo nel corpo per arrivare nel cervello dove si insediano e provocano quelle metastasi che poi portano alla morte».E conclude: «Nel caso i casi di Piano del Quercione vengano confermati, sarebbe necessario studiare e farne un caso».

Insomma al momento non solo manca al conferma degli enti su una particolare incidenza di tumori del cervello a Piano del Quercione ma non è neanche semplice stabilire le cause di questi decessi. Si attende che Asl, Ars, il Comune e Ispo si mettano insieme e lavorino per verificare se le preoccupazioni dei cittadini hanno fondamento. —

C.B.M.

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