Il Tirreno

Versilia

AL QUARTIERE ACCADEMIA 

Minaccia di darsi fuoco per evitare di essere sfrattata

Luca Basile
Minaccia di darsi fuoco per evitare di essere sfrattata

Mattinata ad alta tensione in una delle dodici case parcheggio del Comune Alla fine il comandante della Polizia Municipale la convince a uscire

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. Si è barricata in casa, insieme al figlio e all’ex marito, minacciando di darsi fuoco e di essere disposta a tutto pur di evitare lo sfratto. Una mattinata di ordinaria disperazione, quella andata in scena ieri in uno dei 12 alloggi della “case-parcheggio” nel quartiere Accademia. A innescare la rabbia e appunto la disperazione di Cinzia Viviani l’obbligo di dovere lasciare quella casa avuta in affitto dal Comune anni fa. Alla vista della Polizia e dei Vigili – coordinati da Giovanni Fiori – con il supporto dei Vigili del fuoco e dei volontari della Croce Bianca di Querceta, Viviani si è chiusa a doppia mandata in casa consentendo l’accesso solo all’ex marito: momento coinciso con ulteriori momenti di tensione con le forze dell’ordine posizionate nelle vicinanze pronte a entrare nella casa. Da lì in poi è cominciata – erano le 9. 30 – una sorta di trattativa fra le parti.

«Il Comune ha detto che devo farmi ospitare da mia madre ma mia madre è morta anni fa: vorrà dire che andrò presto a farle compagnia» grida Viviani dalla finestra dell’appartamento mentre vengono scaraventati verso il basso vasi e asciugamani, uno di questi bruciato.

Istantanee esasperate di una situazione figlia della frustrazione: le forze dell’ordine valutano le varie soluzioni anche se forzare la mano sembra inopportuno. Alla fine l’opera di persuasione portata avanti da Giovanni Fiori ha buon esito con Cinzia Viviani che, nel pomeriggio, esce dall’appartamento e viene accompagnata in un albergo dove resterà, con il figlio, fino a quando non sarà trovata, di concerto con il Comune, una soluzione.

«Le case-parcheggio – è il pensiero del vice-sindaco Elisa Bartoli – sono state una scelta, sbagliata come confermato dai fatti, dell’amministrazione Lombardi: si è voluto garantire una soluzione abitativa a tempo quando nessuna delle 12 famiglie ha poi lasciato libero, come da accordi, l’alloggio. La signora Viviani ha sempre rifiutato ogni aiuto dal Comune, si è fatta vedere una sola volta per parlare della sua situazione ed era a conoscenza dello sfratto esecutivo, rimandato già in 2 precedenti occasioni: non aveva più alcun diritto di stare in quella casa. Ad ogni modo le garantiremo un contributo di 3 mila euro per l’affitto e forse, già nell’immediato, entrerà in un appartamento che poi dovrà ovviamente pagarsi. Il Comune non abbandona nessuno, ma dice basta all’assistenzialismo: le case-parcheggio diventeranno alloggi di edilizia popolare da assegnare a chi è in graduatoria e da tempo è in attesa di una risposta. Nelle prossime settimane sono fissate altre 9 operazioni di sfratto: accompagneremo queste famiglie verso altre soluzioni abitative, tutelando, al tempo stesso, i diritti di chi è in graduatoria». –

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