Il Tirreno

Versilia

Macché e-commerce il futuro è nei negozi e Cesare stravince

Gianni Tacchi
Cesare Pecone di Jumple, vincitore del sondaggio
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Cesare Pecone di Jumple, vincitore del sondaggio

Cinque minuti per presentare la propria start up. Ecco il “concorso” per le nuove leve dell’innovazione

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C’è la startup giovane e frizzante che, nonostante il boom dell’ecommerce, vuole riportare le persone nei negozi con l’aiuto dei robot. C’è la startup che ha già ricevuto finanziamenti importanti e lavora nel campo del turismo, raccogliendo dati ed elaborandoli sotto forma di report per alberghi o enti di un territorio. E c’è la startup con macchine già brevettate, capaci di produrre e accumulare energia elettrica e termica senza rinunciare al design. Salgono una dopo l’altra sul palco del Palazzo Pancaldi, durante il convegno organizzato dai quotidiani Gnn, mentre i presenti possono votare la miglior presentazione sul sito della Stampa. Curiosità, applausi, innovazione.

La startup che punta a riscoprire il punto vendita in centro, anziché investire sull’online, si chiama Jumple e paradossalmente è nata dall’idea di un gruppo di cinque giovani, giovanissimi: alla fine saranno loro i più votati dal pubblico livornese, oltre duecento persone con lo smartphone in mano.

«Anche Amazon sta facendo qualcosa del genere - spiega uno dei fondatori, Cesare Pecone - sembra un fenomeno al contrario, ma l’obiettivo è quello di coinvolgere di più i consumatori: in un negozio nascono relazioni, si può avere un consiglio, per un reclamo trovi un commesso e non “paperino46”. E sfruttare l’empatia dei robot può essere la soluzione giusta per far rinascere i negozi di periferia».

Travel Appeal è invece il progetto di Mirko Lalli, nato cinque anni fa e oggi con una quarantina di dipendenti, 35 in Toscana e 5-6 in giro per l’Europa.

«Noi raccogliamo i dati che hanno un certo impatto sulle decisioni di acquisto dei viaggiatori, dai musei alle zone più frequentate - dice Lalli - poi processiamo tutto e giriamo i risultati a chi è interessato ad aumentare il fatturato, comprese anche piccole realtà alberghiere che lavorano sui social e sulle recensioni».

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A costruire impianti di design che accumulano energia elettrica e termica, invece, è Verde 21 di Amerigo Della Pina. «Si tratta di macchine capaci di soddisfare i fabbisogni di un intero edificio - sottolinea proprio Della Pina - e non è soltanto tecnologia, ma anche design e valorizzazione del contesto in cui l’impianto viene installato. Come funziona? Semplice, si tratta di pannelli fotovoltaici costruiti su misura con all’interno, ovviamente, batterie che accumulano energia». 

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