Il Tirreno

Versilia

Il negoziante ferito «Qui non si lavora, dopo sessant’anni mi arrendo e chiudo»

Roy Lepore e Cesare Bonifazi
Il negoziante ferito «Qui non si lavora, dopo sessant’anni mi arrendo e chiudo»

Il quartiere è troppo pericoloso e l’attività se ne andrà «Non siamo i soli, Viareggio peggiora di anno in anno»

3 MINUTI DI LETTURA









«Uno dei ladri mi ha dato un pugno, sono caduto. Mi sono rialzato ma ero stordito e non so se mi hanno picchiato una seconda volta ma mi sono ritrovato di nuovo a terra». Riesce a ricordare solo questo Claudio Del Mugnaio, il commerciante che ieri è stato aggredito da due ladri che si sono introdotti nell’agenzia Western Union che si trova proprio accanto al suo negozio di alimentari.

«Erano intorno alle otto quando sono andato ad aprire il negozio - dice - stavo alzando la saracinesca quando ho visto due uomini che uscivano dall’agenzia. Prima si sono allontanati, poi sono tornati indietro. Quando uno dei due mi è venuto vicino ho fatto cadere quello che avevo in mano. Mi ha minacciato con il punteruolo ma non ricordo cosa mi ha detto. Non sono riuscito a capire se fosse italiano o straniero. Un attimo e mi è arrivato un pugno in faccia. Mi sono rialzato. Poi il buio, non so se mi hanno colpito di nuovo oppure sono caduto per conto mio».

Un colpo duro per Claudio e suo padre che portano avanti l’attività di famiglia da anni. È infatti nel 1960 che Vittorio Del Mugnaio, originario di Ponte a Moriano, csi è trasferito a Viareggio per aprire il negozio di alimentari, frutta e verdura in via Mazzini a pochi metri dalla stazione ferroviaria.

«Rispetto a quando sono arrivato sessant’anni fa - dice - oggi il quartiere è tutta un'altra cosa. Questa via è di fatto l'ingresso in città: per chi arriva alla stazione è la strada che viene percorsa per arrivare alla Passeggiata e ai viali a mare. Ma negli ultimi anni è molto peggiorata. Noi commercianti abbiamo fatto spesso segnalazioni all’amministrazione comunali e alle forze dell’ordine per denunciare il fatto che questa è diventata terra di nessuno».

E il caso di ieri dimostra questa teoria: «Negli ultimi anni - continua l’imprenditore - è diventato davvero pericoloso mandare avanti l'attività. Dopo questi ripetuti episodi di criminalità, sto valutando davvero l’idea di dire basta e di chiudere l’attività. In queste condizioni non è facile lavorare. Ma allo stesso tempo non sarà semplice affittare o vendere un fondo commerciale. Se non viene trovata una soluzione a questo brutto andazzo non ci sarà mai nessuno che sarà disposto a investire denaro e tempo».

La situazione è peggiore la sera: «Appena fa buio si vede davvero poca gente in strada e gli affari sono davvero ridotti ai minimi termini. Quanto è accaduto a mio figlio non è giustificabile - dice - alle otto è anche l’orario in cui c’è l’entrata delle scuole, molta fente transita per strada e non è raro che qualcuno venga aggredito o derubato. Viene davvero da domandarsi chi ce lo fa fare a continuare a rischiare la nostra incolumità. Comincio anche ad avere una certa età: anche questo è un fattore che mi fa pesare ancora di più la situazione».

Una scelta che comporta un certo rimpianto: «È davvero un peccato perché in questo negozio ci ho trascorso gran parte della mia vita. Viareggio non era così e la situazione peggiora di anno in anno. È diventata davvero pericolosa: nonostante le tante promesse delle varie amministrazioni che avevano promesso di fare qualcosa, nulla è cambiato. Ringrazio ovviamente i carabinieri che ieri mattina sono intervenuti subito. Quello che è accaduto - conclude - è accaduto davvero un fatto molto grave, che merita da parte di tutti una profonda riflessione. Non ne possiamo più e non sono l’unico in zona che sta pensando di mollare tutto. Sta di fatto che qui di viareggini non se ne vedono più ormai da tempo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web