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Falsi poster della Misericordia denunciano volontari della Caritas: «Rivendono i vestiti per i poveri»

Cesare Bonifazi
Falsi poster della Misericordia denunciano volontari della Caritas: «Rivendono i vestiti per i poveri»

Secondo i manifesti apparsi in paese i capi sarebbero finiti  nei mercatini. La confraternita: «Non li abbiamo fatti noi»

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MASSAROSA. I manifesti denunciano un fatto molto grave: alcuni volontari della Caritas avrebbero indebitamente preso dei vestiti destinati ai più poveri per rivenderli nei mercatini.

I poster sono stati attaccati in alcuni luoghi di Capezzano Pianore, vicino alla chiesa e vicino al cimitero. Sono apparsi alla fine della settimana scorsa. Veniva scritto che la Misericordia di Capezzano Pianore ringraziava due volontarie, facendone anche il nome e cognome, per aver allontanato delle persone, indicate solo tramite le iniziali puntate, che prendevano i vestiti che i cittadini donano all’associazione caritatevole perché vengano distribuiti ai più bisognosi con l’intento di rivenderli come vera e propria merce nei mercatini del territorio.

Un’accusa molto grave che avviene attraverso dei manifesti che sono delle vere e proprie bufale: se infatti il fatto denunciato sarebbe avvenuto nella sede della Caritas, nei poster viene indicato chiaramente il logo della Misericordia del paese. Ma le due associazioni, che pure operano nell’ambito cattolico, sono separate e in alcun modo collegate l’una all’altra.

Per questo il consiglio direttivo della Confraternita nella giornata di ieri ha deciso di prendere le distanze: «Essendo venuti a conoscenza di affissioni non autorizzate - scrivono dall’associazione - da parte di ignoti in vari punti del paese, con il logo e il nome della Misericordia con riferimenti a fatti e persone informiamo la cittadinanza di essere totalmente estranei non solo alle affissioni ma anche al loro contenuto. Diffidiamo gli autori di tali comunicazioni di proseguire tali misfatti. Procederemo con una denuncia alle autorità competenti».

La denuncia contro ignoti, fanno sapere da Capezzano, verrà formalizzata nei prossimi giorni.

«Non è solo per la questione delle affissioni con il nostro logo e il nostro layout - spiega il vicepresidente della Confraternita David Ceragioli - ma anche perché in quei manifesti, che sono apparsi un po’ ovunque in paese nella settimana scorsa, ci sono delle accuse molto gravi che vengono fatte all’indirizzo di persone che non hanno nulla a che fare con la nostra associazione. Con questa decisione di affiggere altri manifesti abbiamo voluto rendere noto che noi non c’entriamo nulla ma anzi vogliamo che i colpevoli vengano allo scoperto».

In paese ci si chiede quindi non solo chi possa aver fatto queste accuse ma anche chi siano gli autori del gesto che vengono accusati nei manifesti bufala apparsi a Capezzano.
 

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