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piano del quercione 

La Regione apre per uno studio sui casi di tumore nella frazione

Cesare Bonifazi
La Regione apre per uno studio sui casi di tumore nella frazione

L’agenzia della salute disponibile per una statistica sulle morti sospette L’Asl avrebbe i dati dei decessi per frazione ma non ha mai fatto una stima

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Ars, l’agenzia regionale della salute di Firenze, è disposta a riaprire il fascicolo tumori a Piano del Quercione. La parola riaprire sottintende che fosse già stato aperto. E in effetti è così: ben tre anni fa. Il caso è riemerso con la denuncia di alcuni residenti che segnalano come nella frazione massarosese ci sia un’incidenza particolarmente alta di tumori al cervello, ben 18, nei maschi under 65.

«A seguito di una ricerca – spiega la dottoressa Daniela Nuvolone dell’osservatorio di Epidemiologia – avevamo preso contatto con l’Asl locale per collaborare e farne un caso di studio insieme alla dottoressa dell’Asl locale Ida Aragona ma poi ci sono stati problemi riguardo all’attribuzione dei domicilio ai pazienti e il progetto si è arenato. Siamo disposti a ricominciare quel lavoro coordinato con Ispo, Asl e Comune».

Dunque qualcosa già tre anni fa accadde. Ecco i fatti: nel 2015 su impulso di una cittadina Ars ha compiuto uno studio sui tumori. Esce infatti il 27 gennaio del 2016, ben tre anni fa, una relazione chiamata “Stato di salute dei residenti nel Comune di Massarosa” nella quale l’agenzia dava conto della mortalità e dei casi di cancro all’interno del Comune. I dati davano riscontri negativi: l’incidenza dei tumori nei maschi massarosesi era effettivamente in crescita neidieci anni precedenti e aveva superato la media Toscana. Lo studio, come si legge nel documento, era stato commissionato per avere riscontri proprio su Piano del Quercione. Ma Ars non era in possesso, come non lo è adesso, di dati più specifici e rimanda la questione ad Asl.

«Per Ars risulta impossibile procedere analisi di maggiore dettaglio rispetto all’ambito comunale (frazioni di un comune o singole strade) – si legge nel documento – dal momento che negli archivi sanitari di Ars l’unità geografica minima osservabile è il comune di residenza e fino ad oggi non sono riportate informazioni relative agli indirizzi di residenza. Maggiori dettagli sono però presenti negli archivi a disposizione delle Asl, che per loro natura non sono soggette alle limitazioni e norme previste dalla legge sulla privacy, cui invece è soggetta Ars. Alla luce dei risultati presentati in questo documento si propone di contattare i medici di famiglia operanti nell’area di Piano del Quercione e i responsabili della Asl di Viareggio per un loro parere su eventuali aggregazioni anomale di malattie in questa area del territorio comunale di Massarosa ed eventuali esposizioni ambientali nell’area di Piano del Quercione. Nello specifico Ars richiederà ai sistemi informativi della Asl l’indirizzo di residenza della lista di codici anonimi relativi ai deceduti o ricoverati per queste patologie. Dalla georeferenziazione degli indirizzi è possibile mappare sul territorio i casi in studio e valutare la presenza di possibili aggregazioni anomale».

Ars ha chiaramente detto che solo Asl può sciogliere il nodo sui tumori a Piano del Quercione perché è in possesso di dati anagrafici e di residenza specifici. Asl dunque aveva già affrontato il problema nel 2016 ma ha mandato nuovamente la richiesta all’agenzia regionale, questa volta la Ispo, che non può che riproporre dati comunali e non specifici sulle frazioni, come invece sarebbe necessario.

Ars si è comunque dichiarata aperta a riaprire il caso facendo squadra con Asl, Ispo e il Comune per chiarire se effettivamente ci sia l’alta incidenza tumorale denunciata nella frazione di Piano del Quercione. —

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di Redazione web