Il Tirreno

Versilia

giovani e stupefacenti 

Cocaina, il primo consumo con lo “zuppino” la sigaretta aperta e richiusa con la polvere

Donatella Francesconi
Cocaina, il primo consumo con lo “zuppino” la sigaretta aperta e richiusa con la polvere

Con 10-20 euro anche i giovanissimi possono acquistare dagli spacciatori una pallina di droga da dividere

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VIAREGGIO. Offerta nei locali frequentati anche dai giovanissimi e sequestrata a più riprese in Versilia e lungo strade e ferrovie della fascia tirrenica, la cocaina abbonda. Mai come in questo periodo c’è disponibilità, a Viareggio come in Versilia, di cocaina, o “bubi” che dir si voglia. Disponibilità anche per l’assaggio meno invasivo, destinato ai giovanissimi. È lo “zuppino”, ovvero - spiega un adolescente - una sigaretta aperta e poi richiusa umettando i lembi sui quali è stata messa una passata di polvere bianca.

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«Ne ho sentito parlare anch’io», risponde Guido Intaschi, responsabile del Sert Versilia, al cronista che si avventura nel cercare di capire gli effetti di questa modalità di assunzione. «Per essere efficace fumata, la cocaina deve essere trasformata in crack». Il che significa che la coca in polvere deve essere trattata con ammoniaca o bicarbonato. Tra i 1.100 pazienti del Sert Versilia (il dato 2018 è ancora in elaborazione ma questo all’incirca è il numero finale), dei quali 700/800 circa tossicodipendenti, ci sono anche coloro che hanno fatto uso di crack. La fascia d’età prevalente per i tossicodipendenti è 30/40 anni, con assuntori che finiscono al Sert perché “pescati” nei controlli su strada. «Ma ci sono anche giovani tra i 20 ed i 25 anni», sottolinea Intaschi.

Lo “zuppino”, alla fine, ha un po’ «la stessa funzione apripista - continua il medico - dei cosiddetti “Alcol Pops”», bevande dolci a bassa gradazione ma alcoliche, che sono il primo passo di molti minorenni verso i drink veri e propri.

Lo “zuppino” si fa in compagnia, con la striscia di coca che anche i più giovani possono acquistare senza svenarsi. «Per 10-20 euro ti danno la “caramella”», racconta al Tirreno un operatore della sicurezza nei locali: «Una pallina, incartata a caramella. La trovi ovunque». Ma va bene anche quella che sembra una semplice sigaretta che passa di mano ed invece, nel filtro tagliato, è nascosta la coca. A volte la polvere bianca «finisce nei bicchieri», ma la moda della “strisciata” trionfa, con le pasticche «solo nelle disco della techno», raccontano i ragazzi.

Basta un dito che tocca appena il naso all’indirizzo del potenziale cliente, ed ecco che la dose è piazzata. Da locale a locale cambia anche il giro dello spaccio: «Secondo dove, gli spacciatori sono italiani, anzi soprattutto italiani», continua la testimonianza dell’addetto alla sicurezza. Che aggiunge: «Avere un locale a droga zero è impossibile. Ma non per questo va abbassata la guardia».

Nell’aprile 2018 la polizia del commissariato di Viareggio ha arrestato un pusher con cocaina per 7mila dosi ed un potenziale guadagno di 150.000 euro. Nel parco pubblico della pineta di Ponente: tra mamme e passeggini. —


 

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