Gioco
Aeroclub: «Palla, un uomo buono Qui conti a posto e tanta amarezza»
L’aeroporto fu chiuso dall’Enac, nell’hangar c’è l’aereo privato del presidente: «Continue docce gelate»
A 48 ore dall’arresto del suo presidente, l’Aeroclub di Massa Carrara è sotto choc. Lino Palla è in carcere dal 28 gennaio scorso, con l’accusa di truffa e associazione a delinquere, immischiato, secondo la Procura, nei falsi incidenti stradali, inscenati per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicuratrici. E con molta probabilità, Lino Palla all’aeroporto di Cinquale non potrà più tornare da presidente.
In un giorno di pioggia battente, in cui il traffico aereo sarebbe stato comunque stoppato, l’Aeroporto è aperto soltanto per permettere il servizio dell’elisoccorso Pegaso, poiché lo scalo è chiuso da due settimane per il fermo delle attività di volo imposto dall’Enac. L’ente nazionale dell’aviazione civile aveva infatti riscontrato una situazione di mancata sicurezza nel campo di volo apuano, per la presenza di alberi di altezza troppo alta, tale da costituire un potenziale pericolo per l’atterraggio e il decollo dei velivoli.
Dunque all’aeroporto non c’è anima viva ieri mattina, tranne il signor Dino Torselli, storico dipendente dell’Aeroclub, dal 1990, 29 anni di indiscussa fedeltà, in servizio appunto per permettere all’elisoccorso di operare.
«Qui siamo tutti sconcertati – inizia – il nostro presidente era davvero uno di noi. Un uomo umile e tra i più buoni che abbia mai conosciuto. Sa come lo chiamiamo qui? L’uomo con la bandiera della pace, perché era buono con tutti, non diceva mai no a nessuno. Tante volte veniva gente qui cercando un supporto, un aiuto, anche soltanto la possibilità di organizzare un volo, per beneficenza, per una festa e lui diceva sì a tutti. Spesso gli dicevamo “presidente non lasciarti sempre coinvolgere così”, ma lui non riusciva a deludere nessuno». «La nostra sembra una maledizione. Ogni giorno è una doccia gelata».
L’inchiesta che vede Lino Palla agli arresti, per Dino Torselli è dunque «incredibile».
«La mattina dell’arresto del presidente – racconta – mi hanno chiamato, soci e conoscenti, perché si era sparsa la voce che c’entrasse anche l’Aeroclub. Invece poi abbiamo scoperto che era coinvolto Palla, ma in veste di radiologo e non di nostro presidente. Qui non è venuto nessuno della Procura – continua – Ma poi i nostri conti sono in ordine e di grandi cifre non ne sono mai passate. Li tengo io personalmente, sulla home banking: giusto i soldi per pagare i nostri stipendi, che per fortuna non sono mai mancati». A pochi metri da noi, chiuso in un hangar, sta l’aereo privato di Lino Palla, acquistato nel 2016. Un fatto di cui non si era mai interessato nessuno ma che, alla luce dei fatti, ha destato curiosità. «Se mi chiedete quale fosse il suo stile di vita – dice Torselli – non posso che rispondere quello di una persona umile; avrebbe potuto permettersi chissà quali auto, ma veniva con un furgoncino vecchio e una piccola utilitaria. L’aereo? Ricordo che fu una occasione, lo pagò poco, e anche mantenerlo non costava tanto. Volava spesso, perché era una sua passione: quindici minuti in aria e rientrava. Diceva che lo faceva rilassare». —
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