Sicurezza
Dodici robot alle elementari parte il corso per piccoli programmatori informatici
Dalla prossima settimana alla Frediani e alla Don Milani gli alunni seguiranno una serie di lezioni davvero speciali imparando a lavorare assieme
SERAVEZZA. Chissà se fra gli alunni della scuola di Seravezza nascerà un piccolo genio informatico. Quel che è sicuro è che si verso una società sempre più digitale e un’industria 4.0, in cui capacità informatiche e ragionamento logico saranno sempre più richiesti. Così a Seravezza ci si mette al passo. Gli alunni delle elementari impareranno a programmare 12 robottini. Sviluppando capacità logiche e il lavoro di squadra.
Si parte lunedì 4 febbraio e mercoledì 6 rispettivamente con le classi prime della Don Milani (Marzocchino) e della Frediani (Seravezza) e questa nuova materia fa parte della didattica di tutte le scuole primarie. Sarà una lezione di un’ora a settimana e un percorso informatico che accompagnerà gli alunni fino alla quinta classe, caratterizzando così l’intero ciclo dei loro studi primari. «Dal prossimo anno il progetto interesserà anche le prime classi della Italo Calvino di Ripa e della Gianni Rodari del Frasso, sperando di poterle costituire, cosa che purtroppo non è avvenuta quest’anno», annuncia il consigliere incaricato alla pubblica istruzione Riccardo Biagi.
Dodici robot saranno messi a disposizione degli alunni. Il loro nome è “mBot” e sono strumenti concepiti per la didattica: aspetto sorridente, colorati, con un apparato di luci led, ma dal raffinato cuore tecnologico basato su processore Arduino. Si muovono su tre ruote, sono dotati di un sensore a infrarossi, di un rilevatore di ostacoli, di un chip sonoro e nel tempo possono essere dotati di accessori più sofisticati, man mano che le competenze dei bambini crescono. Le classi saranno seguite da un docente incaricato fra quelli in forza all’Istituto comprensivo seravezzino. Insegnerà agli alunni a programmare i robottini per muoverli nello spazio, all’interno di labirinti o lungo percorsi a ostacoli. Per farlo useranno uno speciale linguaggio di programmazione a blocchi, denominato Scratch, appositamente sviluppato dal Mit di Boston per i più piccoli. Il progetto è stato finanziato dal Comune di Seravezza, sia per quanto riguarda l'acquisto dei congegni robotici che la risorsa umana messa a disposizione.
«È un bellissimo progetto, che abbiamo subito sposato finanziandolo non appena ne abbiamo avuta la possibilità: un corso che arricchisce l’offerta formativa delle nostre scuole primarie e che le qualifica sotto il profilo dell’innovazione - dichiara il consigliere Biagi - dopo il lavoro svolto e impostato per la sicurezza sismica degli edifici scolastici, dopo aver potenziato le connessioni internet in tutti i plessi, lo sforzo prioritario che stiamo facendo per riportare la Frediani a Seravezza, la totale revisione del servizio di trasporto scolastico con nuovi pulmini dotati di cinture di sicurezza, accompagnatori aggiuntivi e conferma di tutti i tragitti degli anni passati, senza il benché minimo aumento tariffario … mi pare che con i robot facciamo un ulteriore passo avanti, che spero spinga le famiglie a credere di più nel valore delle nostre scuole e a iscrivere qui i loro figli».
Scopo principale di questo progetto non è tanto imparare a programmare – sottolineano dal Comune - quanto piuttosto sviluppare capacità logiche e cognitive utili in ogni area disciplinare. —
Tiziano Baldi Galleni
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