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IL PROGETTO 

Da Cava Fornace i soldi per Torre Beltrame

L.B.
Da Cava Fornace i soldi per Torre Beltrame

Il sindaco chiederà alla società che gestisce la discarica un contributo per la ristrutturazione del sito Mediceo

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PIETRASANTA. Sarà la società che gestisce la discarica di Cava Fornace a pagare, in tutto o in parte, il recupero e la sistemazione di Torre Beltrame. Quanto meno questo è l'obiettivo dell'amministrazione comunale che nel progetto di ristrutturazione del bene storico con vista su Strettoia, ha appunto deciso di chiedere una mano alla società Programma Ambiente Apuane. «Durante un recente convegno in Sant’Agostino - conferma il sindaco - incentrato proprio su Cava Fornace ho chiesto ai referenti della società in questione un contributo economico per l'attuazione del progetto: mi sembra che ci sia disponibilità a garantire un importo. Ritengo importante coinvolgere nel recupero della torre che prevede due lotti di lavori il primo dei quali già finanziato chi è presente da anni sul territorio in un contesto di così rilevante impatto ambientale».

Resta da capire cosa ne pensa, di questa collaborazione fra Comune e Programma Ambiente Apuano, la comunità di Strettoia da tempo fortemente critica e preoccupata per lo stato di Cava Fornace. Nel frattempo sempre il Comune ha chiesto alla Regione un riesame dell'autorizzazione integrata ambientale sulla discarica. «Ci fa piacere che oggi anche gli altri comuni stiano valutando di condividere la nostra richiesta. Ad oggi siamo gli unici. Crediamo che sia un passaggio fondamentale per mettere nelle condizioni tutti di avere il quadro aggiornato e di capire se oggi ci sono le condizioni per tenere il sito aperto» è il pensiero del vice-sindaco Elisa Bartoli, a margine della commissione consiliare del Comune di Montignoso allargata anche a Seravezza, Forte dei Marmi e Seravezza. Conferenza che ha visto anche a partecipazione del presidente della Commissione ambiente Michele Balderi.

«Fino al momento della chiusura del sito – prosegue Bartoli - Programma Ambiente Apuano dovrà garantire una gestione trasparente, corretta e sicura. Ad oggi l’azienda che gestisce il sito è li, a norma, e non illegalmente. Il problema è semplicemente politico e nasce nel 2011 durante una conferenza dei servizi dove erano assenti soggetti territorialmente competenti come l’Asl di Viareggio e la Sovraintendenza di Pisa. È normale essere perplessi di fronte a un modo di procedere approssimativo e non collegiale visto che il sito interessa più territori e più comunità: come amministrazione siamo vigili, attenti e soprattutto saremo inflessibili - evidenzia Bartoli - nei confronti del gestore del sito utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione». — L.B.

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