Il Tirreno

Versilia

LA STORIA/2 

La svolta degli anni Novanta con il boom dei ristoranti e i ritrovi con musica e show

G.R.
La svolta degli anni Novanta con il boom dei ristoranti e i ritrovi con musica e show

Nel 1991 in piazza Giordano  Bruno si esibì un giovanissimo Andrea Bocelli con il suo complessino rock. Il successo del Caffè della Bugia 

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PIETRASANTA. Un vero e proprio scossone al tradizionale “San Biagio” lo diedero le edizioni della prima metà degli anni Novanta quando l’organizzazione fieristica mutò profondamente volto. Non solo le ultime attrazioni del luna park lasciarono definitivamente le piazze di Pietrasanta per venire allestite nel quartiere di Pontestrada ma anche la mostra agro-zootecnica emigrò nell’area ex colonia Laveno, sul viale Apua. Novità importanti legate ai cambiamenti in atto nel centro storico di Pietrasanta che si avviava, con l’introduzione della zona a traffico limitato, a una progressiva pedonalizzazione e a una vocazione turistica e culturale che di lì a poco ne determineranno l’appellativo di “Piccola Atene”.

Ma la fiera, forte delle sue origini secolari e ben radicate nella popolazione indigena, non si ritrasse e anzi seppe cogliere al volo tutte quelle novità. Il fiorire in città di tanti ristorantini e trattorie fecero venire l’idea per una delle manifestazioni più di successo e durature: il “Menu di San Biagio”. L’iniziativa, con l’adesione dei ristoratori, riportò al centro della fiera i piatti tipici della cucina locale e versiliese. Una formula indovinata e vincente che va avanti tuttora.

Altre iniziative si affermarono per qualità e innovazione nel centro storico, luogo d’elezione del “San Biagio”. Così, in quegli anni, prese avvio nel quartiere di Porta a Lucca il mercatino dell’antiquariato (che in seguito vivrà di vita propria ogni prima domenica del mese) e in piazza Duomo l’esposizione di piante e fiori. Ma due furono le più originali iniziative di quegli anni. Nel 1991, promossa dal Comitato cittadino, l’organizzazione di due caffè estemporanei, uno in piazza Crispi, il “Caffè della Castagna”; e l’altro in piazza Giordano Bruno, il “Caffè del Marzapane” dove si esibì un giovanissimo Andrea Bocelli col suo complessino rock. L’altra novità fu, nella fiera del ’95, l’allestimento nella Rocchetta Arrighina del “Caffè della Bugia” da parte del Gruppo d’Opinione La Lanterna. Sette giorni di bugie a go-go da parte di amministratori pubblici, artisti, giornalisti e carristi del carnevale di Viareggio. E pensare che la bugia più grossa furono gli organizzatori a spararla: il caffè, perfettamente funzionante con musica, somministrazione bevande e cibi (dunque vera e propria attività economica) era privo di ogni licenza, permesso e autorizzazione. — G.R.



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