Gioco
Il procuratore capo: a Viareggio e in Versilia le mafie non ci sono
Ma il presidente della commissione parlamentare Morra (M5S) mette in guardia: «Attenti a negare il fenomeno»
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VIAREGGIO. «Viareggio e la Versilia non sono mafiose, non sono nemmeno camorriste e ’ndranghetiste», afferma con decisione il Procuratore capo Pietro Suchan, alla guida della Procura della Repubblica di Lucca, invitato al convegno organizzato dai Cinque stelle alle presenza del presidente della commissione antimafia Nicola Morra.
Una dichiarazione che ha colto di sorpresa l’affollata sala di rappresentanza del Municipio. «Storicamente», ha continuato Suchan nel suo intervento, « c’è stato un tentativo di infiltrazione che però non ha avuto successo. E mi baso sugli unici atti che hanno valore: gli atti giudiziari. Perché sulle sensazioni, i sospetti possiamo discutere non fino a domani, ma fino a dopo domani». Il potere mafioso, sono le parole del Procuratore capo, «qui non è riuscito ad entrare nei gangli della pubblica amministrazione e delle Istituzioni. A livello strategico il piano criminoso, dunque, è fallito».
Quando ha preso la parola Giuseppe Creazzo, Procuratore capo a Firenze, i toni dell’analisi sono stati decisamente meno ottimisti: «La situazione dei tentativi di infiltrazione in Toscana vede questa regione una terra appetibile per chi voglia far riemergere nel circuito illecito i capitali illeciti. La Versilia è una zona ancora più appetibile delle altre ed i tentativi di infiltrazione sono stati ben compiuti, sono arrivati a buon fine in alcuni casi». Creazzo parla attraverso le inchieste. A partire da quella che ha visto proprio la Procura di Firenze indagare sullo spandimento dei fanghi dei depuratori in territori agricoli e che ha coinvolto in un sol colpo anche l’azienda idrica Gaia e quella dei rifiuti del Comune di Viareggio (pubblico/privata) Sea Risorse.
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Ed ancora la Dda fiorentina ha lavorato sull’omicidio di Giuseppe Raucci, residente a Camaiore: «Un omicidio legato ad un traffico di droga che vedeva l’alleanza tra toscani e calabresi». Insomma - ha sottolineato il Procuratore capo di Firenze - «potrei continuare molto a lungo nel fare esempi di come sia davvero rischioso non aprire gli occhi e non fare di tutto per scoprire queste situazioni».
Parole analoghe a quelle che si sono sentite da Nicola Morra, parlamentare 5Stelle che si è trovato di fronte «le tesi contrastanti» espresse dai due magistrati. «Anche là dove si pensava di essere dotati di anticorpi efficaci hanno capito che così non era», ha sottolineato Morra citando i recenti arresti (anche consiglieri regionali e comunali) per ’ndrangheta in Val d’Aosta. «Prima che accada come ad Aosta dove la commissione regionale antimafia negava il fenomeno», è l’invito autorevole, «si dia massima attenzione. Perché le mafie non sono sprovvedute, non sono dilettanti allo sbaraglio». Ed infine, la questione massoneria: «Sono cofirmatario di un disegno di legge al Senato per far sì che l’iscrizione ad associazioni che chiedono il vincolo dell’obbedienza assoluta sia incompatibile con l’esercizio di funzioni pubbliche. Potremmo fare tanti concorsi pubblici...».
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