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Versilia

Giornata di lutto a Stazzema per il pilota morto sul ghiacciaio

Giornata di lutto a Stazzema per il pilota morto sul ghiacciaio

Il Soccorso alpino di Querceta piange l’amico e collega di tanti interventi:  «Generoso e coraggioso, è grazie anche a lui se ora c’è l’elisoccorso»

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QUERCETA. Anche la Versilia piange Maurizio Scarpelli, il pilota di elicottero morto venerdì nell’incidente aereo avvenuto a La Thuile in Valle d’Aosta. Lo piange come se fosse un figlio di questa terra, perché qui, sebbene fosse di Reggello in provincia di Firenze, l’elicotterista scomparso a soli 53 anni di età aveva lavorato lasciando un segno indelebile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. A ricordarlo per la sua generosità e impegno nei confronti della nostra comunità sono gli uomini della stazione di Querceta del Soccorso alpino e speleologico.

«Nella metà degli anni Ottanta, quando non esisteva ancora l’elisoccorso, assieme alla Stazione di Querceta Maurizio Scarpelli portò avanti un’intensa collaborazione durante le esercitazioni di soccorso alpino e contribuì a gettare le basi per il soccorso alpino del futuro».

Lo spirito di generosità, sottolineano ancora dal Sast versiliese, lo ha visto impegnato su più fronti, dall’antincendio boschivo al trasporto di materiale umanitario. Il padre venne anche insignito del premio Agostino Bresciani, assegnato ogni anno a persone e associazioni che si sono particolarmente distinte nell’ambito della montagna per sostenere i valori di solidarietà e amicizia.

Da Querceta a Stazzema, è un unico grande abbraccio ideale all’amico che se ne è andato in un modo così tragico. Il Comune di Stazzema ha infatti indetto il lutto cittadino nel giorno in cui si terranno i funerali per rendere omaggio al pilota che tanto si spese in occasione dei soccorsi post alluvione del 1996.

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«Il Comune manifesta la propria vicinanza e il cordoglio - si legge in un comunicato - per la scomparsa di un uomo sempre dedito all’aiuto del prossimo e che si contraddistinse nei tragici giorni dell’alluvione del 1996 per la sua attività di aiuto alla popolazione locale».

Non solo. Tutto il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico si stringe attorno alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di Maurizio Scarpelli. In particolar modo il Soccorso alpino e speleologico toscano lo ricorda con affetto e calore per gli anni in cui si era dedicato al soccorso, in primis come tecnico del Soccorso alpino, operativo dal 1993, «ma soprattutto come un grande uomo con un grande cuore che da sempre ha messo a disposizione il suo tempo e la sua esperienza al servizio della collettività»

«Maurizio - ricordano dal Soccorso alpino - è stato un pioniere per quello che negli anni è diventato l’elisoccorso in Toscana, sempre nell’ottica di aiutare il prossimo. È stato fondamentale per tanti interventi di ricerca così come per gli interventi dell’antincendio che l’hanno sempre visto in prima linea, fino al recente incendio del Monte Serra. Maurizio era sempre pronto a partire. Che fosse in aria o in terra il suo obiettivo è sempre stato quello di aiutare chi aveva bisogno, anche fuori dell’elicottero. Il Sast lo ricorderà sempre per l’innato spirito di solidarietà che lo ha sempre caratterizzato».

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di Redazione web