Il Tirreno

Versilia

l’allarme 

«Controllare i porti è l’aspirazione dei gruppi criminali»

Donatella Francesconi
«Controllare i porti è l’aspirazione dei gruppi criminali»

Il presidente della commissione parlamentare antimafia invita alla massima allerta anche a Viareggio 

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«Sappiate che l’economia dei porti è un’economia che per il crimine organizzato, sia di stampo mafioso sia non di stampo mafioso, è fondamentale», ammonisce Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia (che procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria) a Viareggio per il convegno organizzato dal Movimento Cinque stelle.

«Controllare i porti», sono state ancora le parole di Morra, «è da sempre aspirazione di soggetti dediti al crimine. Aggiungo che è pacifico come in quel di Alessandria, considerata la quinta provincia della Liguria, sia operante da decenni ormai una “locale” di ’Ndrangheta particolarmente efficace che ha preso il controllo dei porti ad Est di Genova, in particolare Lavagna, ma non soltanto. Quindi, poco alla volta ci si sposta. C’è anche Vado Ligure, c’è La Spezia e sembra che adesso siano arrivati in Toscana. Sappiate che chi ha porti deve stare ancora più attento».

E di porto viareggino ha parlato la capogruppo 5Stelle in consiglio comunale, Annamaria Pacilio, ricordando il caso della concessione portuale che ha rischiato di finire nelle mani di un’azienda colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Lucca e confermata dal ricorso respinto da parte del Capo dello Stato. Una vicenda denunciata dal Gruppo regionale dei 5 Stelle e dal senatore Mario Giarrusso (componente della Commissione antimafia), oggetto anche di una interrogazione parlamentare rimasta senza risposta.

Nel giugno dello scorso anno - ha ricordato Pacilio - «la concessione è stata rimessa a bando per 120 giorni, i termini sono scaduti e come sia andata a finire nessuno lo sa». Il manufatto che insiste sulla concessione, inoltre, è andato bruciato in un incendio del quale le causa non sono mai state effettivamente appurate.

La Toscana, ha sottolineato il senatore 5Stelle Gianluca Ferrara, organizzatore dell’incontro, «è la quarta d’Italia per infiltrazioni mafiose. E non dimentichiamoci che il boss Matteo Messina Denaro è stato in Versilia, in Toscana si è curato in cliniche private, ha fatto vacanze a Forte dei Marmi. Questo significa che ha una rete di fiancheggiatori». —



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