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Versilia

Salvini risponde no all’invito al confronto sul decreto sicurezza

Salvini risponde no all’invito al confronto sul decreto sicurezza

Salta il vertice programmato a Sant'Anna di Stazzema dal sindaco Verona con i primi cittadini di Palermo e Firenze

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STAZZEMA. Il ministro Matteo Salvini dà buca, all’ultimo minuto, al sindaco Maurizio Verona. Il primo cittadino di Stazzema lo aveva invitato – il 4 gennaio – a confrontarsi a Sant’Anna di Stazzema, il Giorno della memoria, cioè domani, su alcuni aspetti del Decreto Sicurezza. L’idea era di tenere una tavola rotonda sul tema con il sindaco di Firenze Dario Nardella e quello di Palermo Leoluca Orlando.

Salta così anche questo vertice, che era previsto nel Parco Nazionale della Pace appunto nella giornata di domani. Con poche righe, il dicastero ieri ha dato la comunicazione.

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«Sopravvenuti impegni istituzionali impediscono al Ministro Matteo Salvini di essere presente a Sant’Anna di Stazzema il 27 gennaio», hanno fatto sapere dal Viminale. Dopo un lungo stand-by è arrivata così la risposta quasi preannunciata. Tutto era iniziato tre settimane fa, nel contesto della rivolta di alcuni sindaci italiani contro il Decreto Sicurezza. Anche gli amministratori della Versilia avevano espresso le loro perplessità, ma senza assumere la posizione estrema di rifiutarsi di applicare la legge.

«Il decreto sicurezza – aveva commentato Verona – è condivisibile per il 90 per cento. Ma poi scivola e calpesta completamente i diritti umani». Perché stabilisce che i titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo politico non hanno più diritto di essere iscritti all’anagrafe comunale. Sia Stazzema, a Retignano, sia Seravezza, ad Azzano e nel capoluogo, ospitano alcuni rifugiati. Gli amministratori dell’Alta Versilia sanno bene di cosa si sta parlando. Perciò Verona aveva invitato Salvini a Sant’Anna per un confronto sul provvedimento.

Confronto che a questo punto, domenica 27, nel Parco Nazionale della Pace non ci sarà più, perché manca il protagonista principale. Che ha detto di essere impegnato in altri appuntamenti. Anche se a Stazzema, a palazzo comunale, questa giustificazione non convince molto. Si sa, venire a Sant’Anna di Stazzema significa anche confrontarsi con un luogo in cui si è imparato – sulla pelle delle centinaia di vittime del 12 agosto 1944 – che la base di una società civile è la tolleranza.

 

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