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Versilia

Carnevale di Viareggio
carnevale di viareggio

Fra dramma e denuncia Avanzini racconta il mito greco di Medea

Simone Pierotti
Il bozzetto di Medea, carro di prima categoria di Alessandro Avanzini
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Il bozzetto di Medea, carro di prima categoria di Alessandro Avanzini

Nell’anno del Carnevale dedicato alla donna uno dei grandi della cartapesta si rifà alla storia antica per lanciare il suo messaggio

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VIAREGGIO. Probabilmente si tratta solo di una semplice coincidenza. Ma è un dato statistico comunque curioso: quando ha presentato in concorso carri dal titolo composto da un’unica parola, Alessandro Avanzini ha vinto. Forse perché dietro un nome ("Minotauro") o un concetto ("Migranti" e "Frontiere") o una storpiatura ("Rexpubblica") ha saputo trovare la giusta sintesi del messaggio che intendeva trasmettere agli spettatori dei corsi mascherati. E chissà se farà altrettanto con Medea, con cui sfilerà sui viali a mare.

IL CARRO

Sarà, di fatto, il racconto di uno dei più celebri miti greci utilizzando quattro diversi quadri scenici, resi riconoscibili da altrettanti simboli a bordo della costruzione. Sul lato destro della carretta si staglieranno le ordinate di una nave, rimando al tema del viaggio; sulla parte frontale svetta una scultura con il volto della donna che dà il nome al carro, per metà integra e per metà distrutta («È anche una metafora della frattura che lei compie rispetto al suo luogo d’origine», spiega), alle spalle spuntano il vello d’oro rubato da Giasone con l’aiuto della stessa Medea («Questo simboleggia l'atto sacrilego da lei commesso, l'uccisione del fratello, per aiutare gli Argonauti nell'impresa») e due grandi dischi («Lei è sacerdotessa, nipote di Elio e della maga Circe: è anche un'esperta di farmacologia, una brava guaritrice ma anche avvelenatrice»).

Sia la colonna sonora, che comprende l’album “Passion” di Peter Gabriel e sonorità mediorientali con l'ausilio di strumenti etnici persiani, sia le coreografie sono nuovamente curate da Chiara Cinquini. E al mondo dell’Oriente saranno legati pure i costumi di Rebecca Adami.

IL SOGGETTO

Cinema e letteratura sono stati – visto che si parla di mitologia greca – le muse ispiratrici di Avanzini per la sua nuova creatura: «Ho letto un interessante libro scritto da Maurizio Bettini e Giuseppe Pucci che sviscera la vicenda di Medea dal punto di vista antropologico e politico, anziché drammaturgico. E poi a suo tempo mi era piaciuta la trasposizione cinematografica di Pier Paolo Pasolini e la sua lettura del mito, con la forte contrapposizione tra due società».

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Due preziosi riferimenti per raccontare il ruolo della donna nel mondo, proprio nell’anno del Carnevale dedicato all’universo femminile: «Medea è una figura antagonista del potere, di grandi sentimenti e grandi risposte emotive». Una personalità complessa, controversa e, forse proprio per questo, affascinante da affrontare. «È famosa perché compie un gesto assurdo, il figlicidio - prosegue Avanzini - in realtà, secondo una lettura che è stata data, uccide con un rito sacrificale i figli avuti da Giasone solo per impedire che lo facciano i corinzi. È una vendetta perpetrata verso il marito per non dargli discendenza, ma Medea è in realtà una donna che subisce violenze».

Non è stata la prima volta e purtroppo - basta dare un'occhiata alle cronache quotidiane - non è stata neppure l'ultima. —

(8 - continua)
 

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