Sicurezza
Da dipendenti pubblici a lavoratori interinali: ICare verso lo sciopero
Giovanni Sgrò (Uil): «L’amministrazione comunale propone che i 32 lavoratori ex Patrimonio si licenzino»
La scelta per sciogliere definitivamente il groviglio della nascita di ICare in rapporto con il Decreto Madia - che vieta ai Comuni di affidare a società pubbliche, per 5 anni, i servizi effettuati da società altrettanto pubbliche che siano fallite - è nelle parole della delibera di Giunta del 18 gennaio. Ovvero nella modifica al Piano del fabbisogno del personale 2019-2021-Piano occupazionale 2019, la dove si legge che l’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro «per il 2019 intende procedere ad una diversa organizzazione del servizio di riscossione delle entrate tributarie attualmente affidato alla società ICare, interamente partecipata dal Comune di Viareggio, mediante reinternalizzazione del servizio con gestione diretta dell’Ente allo scadere del contratto in essere (31 maggio 2019)». Per raggiungere questo scopo, si legge ancora, «in una prima fase, e nelle more della definizione del fabbisogno di personale per riassunzione del servizio, l’amministrazione intende avvalersi di servizio di lavoro per mesi 12, prorogabili di ulteriori 12, nei limiti di 20 unità in possesso di adeguata professionalità e titolo di studio per lo svolgimento del servizio di cui trattasi».
Cosa accadrà ai 32 ex dipendenti della Viareggio Patrimonio che sono transitati alla nuova ICare, lo spiega Giovanni Sgrò, sindacalista Uil: «La proposta è che i dipendenti oggi in ICare per il servizio tributi si licenzino dalla società pubblica. Successivamente saranno assunti da un’agenzia interinale alla quale il Comune affiderà il servizio da svolgere, chiedendo di inviargli quei lavoratori. Ed è stato previsto anche un concorso per 4 persone. Una volta arrivati a settembre 2020, poi, e venuti meno i vincoli del Decreto Madia, ICare - così il quadro delineato dall’amministrazione - bandisce il concorso e riprende gli ex dipendenti. I quali, intanto, sono stati per un anno e mezzo interinali, subendo un taglio di stipendio, senza certezze».
Perché l’amministrazione in carica scade proprio a metà 2020 e, dunque, il futuro è appeso anche al passaggio elettorale. «Inoltre - aggiunge Sgrò - il concorso non potrà che essere aperto a tutti. E con la fame di lavoro che c’è arriveranno da tutta Italia». Come è normale che sia: perché non c’è concorso che possa effettivamente dirsi tale se non è aperto a chiunque abbia i requisiti fissati.
Per la data del 7 febbraio è fissata l’assemblea dei lavoratori del settore tributi di ICare e tira aria di sciopero, almeno nelle intenzioni della Uil: «Perché prima di tutto chiediamo il rispetto delle persone che lavorano», sono le parole di Sgrò al Tirreno. —
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