Toscana
Pericolo amianto al cimitero di via Sarzanese Si muove anche l’Asl
. Si muove l’Asl per la mancata rimozione delle lastre di amianto nella copertura del cimitero di via Sarzanese. La notizia, pubblicata ieri in cronaca da Il Tirreno, della criticità dello stato dell’eternit al cimitero, così come evidenziato da una relazione del 2010 a firma del geologo Michele Taddei, non poteva infatti passare inosservata. Relazione dove si poneva l’accento sulla pericolosità delle lastre in amianto e sulla necessità, appunto, di rimuoverle e ancora di incapsularle entro un tempo massimo di tre anni.
In realtà, e siamo nel 2019, niente è stato fatto al riguardo dalle amministrazioni che si sono succedute in questi anni, fatta eccezione per un progetto definitivo redatto dallo studio Suffredini su incarico dell’ex assessore Rossano Forassiepi. Azienda sanitaria che, con gli uffici dell’igiene pubblica di concerto con la medicina del lavoro, sarà chiamata a questo punto a eseguire i dovuti approfondimenti.
Del resto molte sono le domande, ad oggi, ancora senza risposta: perché in tutti questi anni i lavori non sono mai cominciati? Perché ancora l’impegno di spesa previsto per l’intervento – 285 mila euro – è stato sistematicamente inserito nel pluriennale delle opere pubbliche e mai in bilancio come opera prioritaria e di massima urgenza? E dal 2010 ad oggi sono stati eseguiti, come da consiglio degli esperti, le analisi annuali sullo stato delle lastre in amianto? «L’aumentare del tempo di esposizione aumenta, di fatto, la velocità di deperimento delle lastre in cemento e amianto» si legge ancora nella relazione del 2010. Parole, scritte, che dovrebbero fare riflettere. E a distanza di nove anni, sicuramente, la situazione non è migliorata. Copertura in amianto, quella presente in varie sedi del cimitero, che rappresenta infatti un rischio potenziale per chi lavora nei pressi, per chi va pregare i propri cari, ma anche per le abitazioni che si trovano nei dintorni. Senza dimenticare che il cimitero di Pietrasanta si trova a poche centinaia di metri di distanza dal centro storico.
«Non ero a conoscenza di questa relazione: approfondirò la questione con gli uffici – precisa il sindaco Alberto Giovannetti – e vedremo come intervenire. Una soluzione, se ci saranno le possibilità a livello normativo e di permessi, è quella di portare l’amianto nella discarica di Cava Fornace dove, ovviamente con tutte le precauzioni di legge del caso, potrebbero essere applicati anche tariffe più contenute nel conferimento».
Ma la situazione era e resta complessa: per bonificare l’area del cimitero servono, da crono-programma, 150 giorni lavorativi. Senza dimenticare un aspetto non proprio secondario: i 285mila euro necessari per coprire il costo dell’intervento sono vincolati all’alienazione di beni comunali. Un quadro incomprensibilmente incerto per una zona che da 6 anni deve essere messa in sicurezza. —
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