Gioco
L’ultima Biancaneve di Allegrucci stavolta è avvelenata da una mela contaminata
Dopo «Il pifferaio magico», Jacopo Allegrucci si cimenta con un’altra notissima fiaba per denunciare i pericoli di ciò che mangiamo a tavola
VIAREGGIO. Dall'informazione che i poteri forti manipolano volutamente e consapevolmente al business che si nasconde dietro lo smaltimento dei rifiuti c'è un filo comune a collegare i carri di prima categoria realizzati da Jacopo Allegrucci: il richiamo al mondo delle fiabe. Se lo scorso anno, per il debutto fra i 'grandi', prese spunto dal pifferaio di Hamelin, stavolta ha tratto ispirazione da una storia ancor più nota: la sua ultima fatica si chiama L'ultima Biancaneve e la famosa mela stregata diventa qui il pretesto per denunciare la contaminazione dei prodotti coltivati vicino alle discariche abusive.
IL CARRO
La Biancaneve del titolo è in realtà una Madre Natura a tinte verdi, affiancata da una strega i cui stracci sono in realtà sacchi neri dell’immondizia: sarà lei a mostrare la famigerata mela e a offrirla alla povera fanciulla che, tramite un movimento azionato da un pistone, cadrà all’indietro inscenando così la sua morte. Ma, a un certo punto, il suo cuore tornerà a pulsare e lei si rialzerà.
La scenografia del carro è completata da un’alta paratia fatta di sacchi della spazzatura, che sono stati sparpagliati anche sulla parte anteriore. E non poteva mancare, come per la strega del primo lungometraggio disneyano, un cesto pieno di mele avvelenate. I figuranti sono stati divisi in tre diversi gruppi: quelli sopra il carro saranno travestiti da personaggi della natura, nel corteggio a terra sfileranno invece maschere in abiti floreali e alcuni venditori che, indossando costumi in plastica, interagiranno con gli spettatori provando a rifilare loro frutta e verdura contaminate. Le coreografie dureranno circa dieci minuti per poi essere ripetute più volte, per la colonna sonora sono state scelte musiche diverse che comprendono valzer, rock e metal.
IL SOGGETTO
La relazione sul carro di Allegrucci inizia effettivamente come una fiaba: “C’era una volta un re, anzi, c’era una volta un mondo dove Madre Natura era fertile e bellissima e la gente aveva tante cose buone da mangiare”. Poi l'incremento dell'immondizia ha rovinato tutto. Se si parla di cibi avvelenati, la mente corre inevitabilmente alla Campania e nello specifico alla Terra dei Fuochi. “Eppure sembra che anche i terreni del Nord Italia siano ormai irrimediabilmente inquinati – dice Allegrucci – fra discariche abusive e smaltimento dei rifiuti, i prodotti che coltiviamo nei terreni rischiano di essere contaminati, per non parlare poi dei cattivi odori. E tutto questo è veleno per il genere umano”. Da qui l’idea di accostare un tema così scottante, e al tempo stesso poco dibattuto, alla celebre fiaba popolare che ha ispirato Walt Disney: «Mi è venuta in mente la mela che la strega offre a Biancaneve, ma come personaggio principale non ho scelto lei, bensì Madre Natura. Lei è l’ultimo baluardo, il simbolo di un ambiente sempre più condannato a un triste destino: se muore lei, moriamo tutti noi». Meno male, però, che in questo racconto in cartapesta c’è un lieto fine e rimane ancora un pizzico di speranza… —
(6 - continua)
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