Lutto
Un “giovane” per la diocesi: «Voglio conoscere il mare di Viareggio»
Monsignor Giulietti ha saputo della decisione di Bergoglio subito dopo l’Epifania Nel 2015 un fuori programma in piazza San Pietro
LUCCA. Il primo aspetto che colpisce nel curriculum di Paolo Giulietti, nuovo arcivescovo di Lucca, è l’età: 55 anni compiuti a capodanno. Papa Francesco, dunque, ha scelto un giovane. Per fare un paragone, Italo Castellani aveva 62 anni quando andò a ricoprire lo stesso ruolo e Bruno Tommasi 61. E poi c’è un legame molto stretto con il cardinale Gualtiero Bassetti, vescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana.
Maturità classica, due anni di architettura a Firenze e poi gli studi teologici. Per arrivare all’ordinazione nel 1991 e alla nomina come vescovo nel 2014. In mezzo, tante esperienze attraversate dal filo rosso dell’attenzione ai giovani. Contattato dal Tirreno, Giulietti spiega di voler proseguire su questa strada, ma non si fa prendere da facili entusiasmi: «È chiaro che anche a Lucca vorrei poter lavorare sui giovani, ma devo prima di tutto rendermi conto del contesto e dell’organizzazione della diocesi».
Il nuovo arcivescovo spiega di essere «emozionato e contento» per la nomina arrivata da papa Bergoglio della quale è venuto a conoscenza subito dopo la festa dell’Epifania. «Ero consapevole che prima o poi la mia esperienza come vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve sarebbe terminata, ma non avevo idea di quando sarebbe successo cé del fatto che la mia destinazione sarebbe stata Lucca».
A Lucca Giulietti, come ricordato anche da Castellani, è stato due volte come pellegrino sulla Francigena, ma in altre occasioni è venuto come turista. «Sì, ho vissuto qualche momento a Lucca - precisa - ma è chiaro che dovrò imparare a conoscere la comunità e il territorio. Tutto il territorio: dalle montagne al mare. Anzi, soprattutto il mare, a Viareggio, visto che abitiamo nell’entroterra e non ci siamo troppo abituati...»
C’è un aneddoto, riportato dai quotidiani, che dà la cifra del nuovo arcivescovo. Nel 2015, durante il raduno degli scout cattolici dell’Agesci in piazza San Pietro, Giulietti si mise in fila per stringere la mano al papa vestito proprio come uno scout e con una croce francescana di legno al collo. Raccontano le cronache che il ferreo servizio di sicurezza del Vaticano non voleva farlo passare e che per risolvere la situazione fu necessaria la “garanzia” dell’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. —
L.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google