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controlli della capitaneria  

Scarichi abusivi, sequestrato un autolavaggio

Cesare Bonifazi
Scarichi abusivi, sequestrato un autolavaggio

Sigilli a un impianto al cavalcavia, ma solo un’attività su sei è a norma. Multe fino a seimila euro per tre aziende della zona

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viareggio. Nel mirino della Capitaneria di porto gli autolavaggi. Nella lente d’ingrandimento le norme sulla tutela dell’ambiente. Nei giorni scorso sono stati messi a setaccio gli impianti della zona: soltanto uno su sei è risultato a norma. Per uno è scattato anche il sequestro per altri multe salate. L’impianto di lavaggio in prima linea tra coloro che non rispettano la legge si trova sotto al cavalcaferrovia di Viareggio nella zona tra il distributore e il canale. Lì i militari hanno scoperto che, seppur in presenza di una regolare autorizzazione ambientale, da oltre 15 anni non veniva fatto il conferimento dei fanghi di lavaggio.

I pozzetti di raccolta infatti erano completamente pieni: la capienza, secondo un primo esame della Capitaneria, sarebbe stata al limite da molto tempo. Non viene escluso che nel tempo ci siano stati anche dei “trafilamenti” nel sottosuolo circostante. Ovvero che del materiale all’interno sia strabordato e sia andato nel terreno o nel canale che si trova lì vicino.

Questa situazione ha portato immediatamente al sequestro dell’impianto e alla segnalazione all’autorità giudiziaria del gestore per deposito incontrollato di rifiuti e pericolo grave di inquinamento, così da interrompere il protrarsi dell’illecito ed il pericolo per l’ambiente. Ipotesi di reato che dovranno essere accertate. Il proprietario della struttura potrà chiedere nei prossimi giorni il dissequestro dell’attività.

Ma il problema non è singolo: l’attenzione dei militari si è concentrata anche su altri autolavaggi viareggini, sia manuali con operatore che self-service a gettoni.

Le norme prevedono che le acque che vengono dal lavaggio dei veicoli, macchine o moto, devono essere considerate come le “acque reflue industriali”, ovvero quelle prodotte da processi industriali. È quindi obbligatorio convogliarle in impianti di trattamento e depurazione per la separazione della parte contenente i residui ed i fanghi di lavaggio. L’acqua deve essere raccolta temporaneamente in apposite vasche a tenuta stagna, dalla parte così depurata che può così confluire direttamente nella rete fognaria. Gli scarichi degli impianti devono essere preventivamente autorizzati dagli enti e controllati periodicamente.

Delle sei attività finora ispezionate, ma in programma ci sono altri controlli, solo una è risultata completamente in regola e un’altra ha ricevuto alcune prescrizioni che dovranno essere ottemperate entro breve termine. In tre diversi autolavaggi sono state invece rilevate irregolarità che hanno fatto scattare immediatamente le multe dai mille ai seimila euro. Insieme alle sanzioni sono arrivate anche le prescrizioni in materia di gestione dei reflui stoccati. Richieste che i gestori dovranno soddisfare per evitare un processo penale.

Le irregolarità amministrative hanno riguardato la mancata esibizione o la corretta tenuta dei registri di carico o scarico dei rifiuti, sui quali vanno annotate le operazioni di conferimento dei fanghi di lavaggio accumulati nelle apposite vasche di raccolta, operazioni da effettuare a cadenza periodica (almeno annuale) tramite ditte specializzate. —

Cesare Bonifazi

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