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È guerra per l’eredità del senatore Pieraccini: la Fondazione Turati impugna il testamento
Contestato l’atto con cui la vedova dell’ex ministro ha nominato erede universale la casa di riposo Sacro Cuore di Viareggio
Claudio Vecoli
Sta diventando un vero e proprio caso l’eredità del senatore Giovanni Pieraccini e della moglie Vera Verdiani. Il testamento che indica la casa di riposo Sacro Cuore di Viareggio quale erede universale del cospicuo patrimonio dell’ex ministro socialista – e che vede in qualità di legatari anche altri cinque soggetti fra i beneficiari dell’eredità – è stato infatti impugnato dalla Fondazione Filippo Turati di Firenze per captazione dolosa. In buona sostanza, la fondazione fiorentina presieduta dal professor Maurizio Degli Innocenti sostiene che l’ultimo testamento depositato dalla vedova del senatore Pieraccini – deceduta nel dicembre del 2017, cinque mesi dopo la morte del marito avvenuta nel luglio dello stesso anno – sia stato in qualche modo estorto da qualcuno contro la volontà stessa della donna. E per questo ha presentato una istanza al Tribunale di Lucca nella quale si chiede di impugnare il testamento. Una ricostruzione che viene aspramente contestata dai rappresentanti della casa di riposo di via Pucci, una delle istituzioni di beneficenza più amate della città a cui l’inattesa eredità servirebbe come il pane per far fronte ai problemi di liquidità in cui versa. E che negano possa esserci stata qualsiasi forma di pressione nei confronti di Vera Verdiani anche perché – hanno sostenuto di fronte al giudice – della nomina ad eredi universali sono venuti a conoscenza solo dopo l’apertura del testamento da parte del notaio.
La prima eredità
La vicenda dell’eredità Pieraccini – e le conseguenti pretese della Fondazione Turati – prende avvio nel novembre del 2016. Ovvero quando sia il senatore Giovanni Pieraccini che la moglie Vera Verdiani depositano dal notaio Monaco due testamenti “gemelli” in cui – in caso di premorienza del coniuge – nominano come erede universale proprio la Fondazione Turati, un ente morale composto da docenti universitari e studiosi che si occupa di divulgazione nel campo degli studi storici con particolare riferimento al movimento operaio e socialista. Nelle tre pagine sottoscritte dal senatore Pieraccini e dalla moglie e affidate al notaio il 21 novembre 2016 si fa riferimento anche ad altri cinque legatari testamentari beneficiari dell’eredità: Ionica Besleaga, storica badante della coppia; Alessandro Iannella, segretario del senatore; Federico Corti, medico di Giovanni e Vera Pieraccini; Franca Augusta Tabacchi, badante della coppia quando viveva a Roma; la biblioteca comunale Marconi, storica istituzione culturale del Comune di Viareggio. Nei due testamenti “gemelli”, come detto, si prevede però che in caso di decesso di uno dei due coniugi, il patrimonio vada a quello che resta in vita.
La seconda eredità
Il 14 luglio 2017, all’età di 99 anni, il senatore Giovanni Pieraccini si spegne nella sua abitazione di Città Giardino. E l’intero patrimonio del senatore – così come disposto nel primo testamento – confluisce in quello della moglie Vera Verdiani. Un paio di settimane più tardi – il 2 agosto 2017 – la vedova torna nello studio del notaio Monaco e decide di redigere un nuovo testamento. In cui cambia l’erede universale: non più la Fondazione Turati, che esce dalla successione, bensì la casa di riposo Sacro Cuore di Viareggio (o Poveri Vecchi, come è più comunemente conosciuto l’istituto). Così, quando il 23 dicembre 2017 anche Vera Verdiani si spegne a Viareggio, ad avere valore è l’ultimo testamento scritto dalla donna. Perciò, all’apertura delle buste, il notaio convoca i rappresentanti della casa di riposo di via Pucci. Che scoprono in quel momento di essere stati nominati eredi universali.
Un ricco patrimonio
La posta in palio, è bene ricordarlo, non è di poco conto. Se infatti la coppia non lascia grandi somme di denaro, l’eredità Pieraccini è al contrario molto consistente (anche se difficilmente quantificabile) in termini di opere d’arte collezionate dalla coppia durante la loro vita. Del patrimonio fanno parte infatti una cinquantina fra quadri e grafiche di grandi pittori italiani - da Guttuso a Fontana, da De Chirico a Sironi - che sono stati donati negli anni al senatore ed ex ministro direttamente dagli artisti e che hanno un importante valore economico (anche se al momento non è ancora stata compiuta una stima ufficiale). Altro bene di grande valore è poi la proprietà dell’appartamento di Viareggio in cui ha vissuto la coppia: un attico vista mare a Città Giardino e il cui prezzo di mercato si aggira intorno al milione di euro.
La battaglia legale
L’esclusione della Fondazione Turati dall’ultimo testamento redatto da Vera Verdiani coglie di sorpresa l’ente fiorentino. Che non ci sta a rimanere fuori dal ricco piatto dell’eredità. A giugno parte così alla volta del Tribunale di Lucca la domanda giudiziale in cui viene impugnato il testamento. A sostegno della richiesta si avanza l’ipotesi di una “captazione dolosa” della vedova Pieraccini legato all’età avanzata, alle condizioni fisiche compromesse e allo stato di fragilità psico-emotiva dovuto alla recente morte del marito. Anche se la Fondazione Turati non indica chi avrebbe in qualche modo condizionato in maniera dolosa le volontà di Vera Verdiani.
Ma a settembre la Fondazione Turati fa di più e chiede al Tribunale di Lucca il sequestro giudiziale di tutto il patrimonio che fa parte dell’eredità Pieraccini in modo da congelare la vendita dell’attico di Città Giardino e delle opere d’arte attualmente custodite in un caveau. Ma in quest’ultima battaglia a spuntarla sono i Poveri Vecchi visto che a fine dicembre una ordinanza del Tribunale di Lucca respinge il ricorso per il sequestro dei beni “per insussistenza”.
Cosa può succedere adesso? Anche se il pronunciamento di fine dicembre fa pendere la bilancia a favore della casa di riposo Sacro Cuore (ma la Fondazione Turati può ancora presentare reclamo contro questa decisione), per i giudici si aprono adesso due strade: o la chiusura del procedimento con la successiva conferma del passaggio dell’eredità ai Poveri Vecchi, oppure l’apertura di una istruttoria al termine del quale definire chi fra istituto Sacro Cuore di Viareggio e Fondazione Turati di Firenze ha diritto al patrimonio lasciato in eredità dai coniugi Pieraccini. —
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