Il Tirreno

Versilia

tragedia a camaiore 

Muore sulle Apuane, lo ritrova il figlio

La vittima, ex direttore di un istituto di ricerca ed esperto escursionista, non dava più notizie dal giorno prima

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LUCCA. Il destino ha voluto che a trovare il corpo sia stato il figlio. A Pier Giacomo Arcara, 78enne di Montecatini, è stata fatale l’ascesa al monte Piglione, sulle Apuane meridionali proprio al confine fra i Comuni di Pescaglia e di Camaiore. A causare la sua morte è stata probabilmente una caduta, anche se gli accertamenti saranno eseguiti dal medico legale.

La natura era parte della vita e della professione di Arcara: era stato direttore della sezione di biologica del suolo all’Istituto sperimentale per lo studio e la difesa del suolo a Firenze. Era anche un veterano delle escursioni, in particolare quelle in solitaria. Ed era un esperto di queste zone e delle Apuane in generale. E, d’altra parte, l’ascesa al Piglione (ultima vetta delle Apuane meridionali) è considerata un’escursione facile, soprattutto per gli esperti.

Per questo quando nella giornata di martedì non aveva più dato notizie di sé e non era rientrato a casa la famiglia ha cominciato a pensare che fosse accaduto qualcosa di grave e ha immediatamente avvisato i soccorsi. L’ultimo contatto che l’uomo ha avuto con i familiari, intorno a mezzogiorno, è stato per avvisarli che aveva raggiunto la vetta della montagna.

Le ricerche sono così cominciate nelle prime ore di ieri mattina. Per cercare Arcara si sono mobilitati i carabinieri della stazione di Piegaio comandati da Francesco De Leo, insieme alla stazione di Lucca del Soccorso alpino e speleologico al personale del comando di Lucca dei Vigili del fuoco, al personale della topografia applicata al soccorso del Comando di Pisa e personale del nucleo cinofili dei comandi di Lucca, Prato e Arezzo.

A dare man forte agli uomini sul campo è stato l’elisoccorso Pegaso 3, fatto levare dalla centrale operativa del 118 Toscana Nord Ovest, che a lungo ha perlustrato dall’alto i versanti della montagna.

L’auto di Arcara è stata trovata già in mattinata in località “La Groppa”, da dove parte il sentiero che porta in vetta al Piglione. Qui aveva fermato la sua Skoda Fabia e si era incamminato.

Con sé portava anche un segnalatore Gps e aveva indicato alla famiglia l’itinerario che avrebbe voluto seguire. Così alle ricerche si sono uniti il figlio insieme ad altri conoscenti e hanno iniziato a battere la zona della vetta e quella del lato “camaiorese” della montagna.

La tragica scoperta è stata fatta nella tarda mattinata di ieri. Ad avvistare il corpo, in fondo a un canalone di circa 100 metri è stato proprio il figlio di Arcara. Subito è risultato evidente che per l’escursionista non c’era niente da fare. Il compito – non facile – di recuperare la salma è stato affidato ai tecnici dell’elisoccorso. Il corpo è stato portato all’obitorio di Lucca in attesa degli esami del medico legale.

A dare la notizia del tragico epilogo della vicenda è stato il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti che, oltre alle condoglianze per la famiglia di Arcara, ha anche ringraziato tutti coloro che si sono mobilitati nelle ricerche. —



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