Il Tirreno

Versilia

la morte della Redoli

Il maresciallo Lazzeri: «Mai avuto dubbi sulla colpevolezza della Circe»

Claudio Vecoli
Maria Luigia Redoli, più conosciuta come la Circe, ai tempi dell'omicidio Iacopi (foto Paglianti)
◗
Maria Luigia Redoli, più conosciuta come la Circe, ai tempi dell'omicidio Iacopi (foto Paglianti)

Il maresciallo Giulio Lazzeri fu il primo ad arrestarla: «Era fredda e impassibile, ma aveva grande grazia»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Non ho mai dubitato della sua colpevolezza. Altrimenti ogni sera sarei andato a dormire con il rimorso di coscienza». Giulio Lazzeri, che in Versilia è “il maresciallo” per antonomasia, ai tempi del caso Circe era a capo del nucleo operativo dei carabinieri di Viareggio. E fu lui, insieme al maresciallo Pudda di Forte dei Marmi, ad arrestare Maria Luigia Redoli quando gli inquirenti si convinsero che erano stati lei e l’amante Carlo Cappelletti la sera del 17 luglio 1989 ad aver accoltellato a morte Luciano Iacopi.

Al «gatto della Versilia» - così fu soprannominato Lazzeri dai giornali - quel caso è rimasto inevitabilmente appiccicato addosso come un tatuaggio. «Per tutti, anche dopo anni ed anni, sono quello che ha arrestato la Circe», ricorda adesso che è in pensione ormai da sedici anni. Eppure la morte di Maria Luigia Redoli lo ha in qualche modo colpito. E scosso. «Da quando è stata condannata per l’omicidio del marito - racconta - non l’ho più vista né sentita. Di lei ho letto solo quello che riportavano i giornali. Però questa notizia mi ha colpito, sono sinceramente dispiaciuto per lei».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.17660844:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17660844:1652461693/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Nel periodo delle lunghe indagini per l’omicidio Iacopi, Giulio Lazzeri e Maria Luigia Redoli sono stati faccia a faccia in tante occasioni. Anche se su fronti contrapposti. Lui l’ha messa spesso sotto torchio insieme al giovane amante per riuscire a far venire a galla una verità mai palesemente chiara. Lei a ribattere colpo su colpo alle sue accuse, alle sue domande ruvide, alle sue insinuazioni. «Di lei mi ha sempre colpito la sua freddezza, la sua lucidità nel rispondere agli interrogatori, il suo restare sempre impassibile. Mi ricordo che quando rispondeva alle domande guardava sempre un punto fisso per terra. Però aveva una grande grazia».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17659497:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2019/01/16/news/la-figlia-della-circe-non-andra-a-darle-l-ultimo-saluto-1.17659497]]

Già, perché Maria Luigia Redoli - con i suoi capelli biondo platino, le sue gonne sempre generosamente corte, l’abbronzatura ostentata - riusciva ad emanare un fascino che l’ha trasformata in un personaggio che è andato oltre gli articoli di cronaca nera di cui è stata protagonista. «Maria Luigia Redoli era indubbiamente una bella donna - prosegue il maresciallo Lazzeri - e lei sapeva bene di esserlo. Come abbiamo ricostruito nel corso delle indagini, aveva avuto tante storie e aveva sempre giocato sul fatto di essere una sorta di femme fatale. Quella volta, però, è andata oltre. Ed ha rovinato la sua vita, quella della sua famiglia e quella del giovane amante carabiniere».

Quella brutta storia di sangue, sesso e corna al maresciallo Lazzeri ha rischiato anche di costare la vita. «Quando i carabinieri sono andati ad arrestarlo dopo la condanna definitiva, Carlo Cappelletti uscì di casa con una pistola e sparò due colpi contro i militari. Disse che quei due proiettili erano per me e per il maresciallo Pudda. Per fortuna io quel giorno non ero in servizio perché ero a Montecatini a fare le acque. E poi - conclude con una delle sue battute - dicono che le terme non fanno bene...» —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web