Il Tirreno

Versilia

ambiente e rifiuti 

Pioppogatto diffidato dalla Regione per i cattivi odori

Donatella Francesconi

Il provvedimento verso Ersu  è stato sollecitato da Arpat  e risale all’aprile scorso Il procedimento ad oggi non si è ancora concluso

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VIAREGGIO. «Non esiste alcuna documentazione ufficiale che riporti con certezza che il cattivo odore di Viareggio sia derivato da Pioppogatto» afferma il sindaco di Massarosa, Franco Mungai, difendendo il provvedimento con il quale gli uffici della Regione hanno dato via libera all’ampliamento dell’impianto rifiuti a Pioppogatto. Ma...gli atti pubblici andrebbero letti per intero. Perché è proprio l’ultimo atto della Regione (decreto dirigenziale 20668 del 27 dicembre 2018) a raccontare come esista «un atto di diffida nei confronti di Ersu Spa per l’impianto in oggetto», emesso «dal competente settore regionale, in esito alla segnalazione di Arpat numero 33553 del 22 gennaio 2018», con «riferimento alle emissioni odorigene ed agli aspetti impiantistico-gestionali ad esse collegati». Un anno dopo, si legge nell’atto della Regione, «il procedimento avviato con l'atto di diffida non risulta ad oggi concluso». Nonostante questo la Regione ha deciso, cambiando posizione in appena due mesi da ottobre a dicembre, di non sottoporre a Valutazione di impatto ambientale il progetto di ampliamento presentato da Ersu.

Dando un’occhiata al provvedimento di diffida si apprende che oltre alle raccomandazioni cui Ersu è stata chiamata ad ottemperare (una per tutta quella sulla regolamentazione dell’apertura dei portelloni dei diversi capannoni), si apprende anche che alla società dei rifiuti che dall’aprile 2017 gestisce Pioppogatto è stato raccomandato «di semplificare, nel rispetto della norma, le modalità di tenuta del registro di carico e scarico, riducendo il numero dei movimenti trascritti in modo tale che questi siano funzionalmente rappresentativi della gestione complessiva dei rifiuti all’interno dell’impianto». C’è da chiedersi se qualcosa sia cambiato effettivamente rispetto a questa raccomandazione e se questo elemento sia stato valutato nel procedimento che ha portato gli uffici regionali a scegliere di non sottoporre il nuovo progetto a Valutazione di impatto ambientale.

È il caso di tornare sulle parole pronunciate, nella conferenza stampa di venerdì mattina, dal primo cittadino di Massarosa, comune sul cui territorio l’impianto di trattamento rifiuti insiste: «Quando si parla dell’ampliamento di Pioppogatto secondo me si parla di una cosa impropria. Perché l’ampliamento riguarda solo un piccolo capannoncino che potrebbe essere utilizzato per stoccare un camion che arrivasse fuori orario, così da non restare fuori a fare odore». Anche nell’esaminare questa affermazione, è bene rifarsi all’atto della Regione di fine dicembre scorso, là dove si legge che «il progetto in questione costituisce modifica sostanziale di un impianto», con le relative specifiche per questa tipologia di impianti rifiuti. Modifica sostanziale al punto che è stato necessario sottoporre il progetto di Ersu a verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale.

Pioppogatto, ha dichiarato infine Mungai, «non diventerà la pattumiera della Versilia: non aumenta il conferimento, che resta di 140mila tonnellate annue». Ancora la lettura dell’atto degli uffici regionale racconta che così non è, là dove si legge: «Il proponente (Ersu, ndr) con le integrazioni chiarisce che rifiuti complessivi conferiti all’impianto saranno pari a 200.000 tonnellate/anno con un incremento di 60.000 tonnellate/anno rispetto alla situazione attuale». Ed un incremento delle emissioni di odori a proposito del quale Arpat (e non le malelingue come sostiene Mungai) parla di «un potenziale impatto negativo correlato ad emissioni odorigene individuato nella variazione dei valori di emissione relativi alla modifica impiantistica. Che dopo l’intervento sono pari al 150% di quelli antecedenti». —

Donatella Francesconi

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