Il Tirreno

Versilia

La nautica tira l’economia, ma tra i primi 20 c’è Ipersoap

di Donatella Francesconi, Claudio Vecoli
La nautica tira l’economia, ma tra i primi 20 c’è Ipersoap

La fotografia della Versilia che produce e macina occupazione. L’importanza del settore lapideo e di quello delle costruzioni 

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Yacht in testa e poi, a seguire, tanta carta. La classifica dei fatturati 2017 delle prime 100 aziende con sede in provincia di Lucca fornisce molte conferme e alcune novità (alcune anche clamorose) rispetto all’ultimo anno di pubblicazione, il 2014.Stabile è il primo posto, appannaggio di Azimut-Benetti, il gruppo nautico guidato da Paolo Vitelli con cantieri fra Viareggio, Livorno, Avigliana, Fano e Savona ma con sede legale in Darsena: quasi 730 milioni il fatturato (aumento del 17% sul 2016), anche se con un risultato d’esercizio negativo.

A seguire, quattro posizioni occupate da altrettanto cartiere della Piana di Lucca. Seconda, e anche questa è una conferma, la Essity (il nuovo nome della Sca, produttrice fra l’altro dei fazzolettini Tempo) di Altopascio che sfiora il mezzo miliardo (più 3% sul 2017), mentre terza e quarta sono due aziende della galassia Sofidel: la capogruppo e la Soffass che - sommate - portano a poco meno di 900 milioni di fatturato (Sofidel aumenta del 2,8%, Soffass cala del 3,5%). Al quinto posto la Lucart della famiglia Pasquini, con 360 milioni, dato stabile rispetto al 2016.È l’azienda farmaceutica della famiglia Marcucci, la Kedrion di Barga, a occupare il sesto posto con un incremento del 3,8% sul 2016.Ci si sposta di nuovo al di là dal Quiesa per il settimo posto con la Salt, società che gestisce la A12 e la Bretella e che nella sede di Lido di Camaiore ha scritto nei libri contabili un fatturato di 317 milioni ma, soprattutto, un utile record di 61 milioni, il più alto fra tutte le aziende lucchesi.

Formalmente sede legale a Lucca, ma cuore produttivo a Montramito per la Salov, che in mano alla proprietà cinese che l’ha rilevata dai Fontana è arrivata a 296 milioni. Le ultime due posizioni della top ten vanno alla capannorese Bruno Baldassari (cavi elettrici) e alla Fabio Perini di Mugnano, leader nei macchinari per cartiera. Rispetto al 2014 i nuovi ingressi sono quelli della Perini e della Salt, mentre escono la Delicarta (per la riorganizzazione del gruppo Sofidel) e la Sani, dopo la fusione con Cogetech e il trasloco della sede legale.Sono complessivamente 18 le aziende lucchesi che superano la soglia dei 100 milioni di fatturato. Scorrendo la lista si trovano tanti nomi legati alla carta ma anche a settori particolari come la General di Querceta,che gestisce il marchio dei negozi Ipersoap. Da segnalare anche le buone performance di alcuni gruppi di vendita auto: la Guidi Car (marchi Mercedes e Smart) si piazza 26esima, la Policar (Bmw, Mini) 30esima e altre tre (Aldo Terigi, Cfl e Auto-Sì) navigano intorno al cinquantesimo posto.Per la Versilia entrano in classifica anche i giganti del lapideo. In questo settore il fatturato maggiore è della Henraux (48esima) davanti alla Savema (55esima).Infine, una menzione per la Di & Gi di Mimmo D’Alessandro, 78esima con un fatturato di 22 milioni: un 2017 che - oltre al concertone dei Rolling Stones - ha portato un aumento di sei milioni rispetto al 2016.

 

FOCUS/LA VERSILIA

È una Versilia che si difende, ed in alcuni settori va anche all’attacco, nella classifica dei fatturati del panorama economico della provincia di Lucca. È la nautica a tirare la volata, con Azimut Benetti impegnata in operazioni bancarie importanti ma anche a ripetuti vari di imbarcazioni, sia su Viareggio che su Livorno e ben salda al primo posto nelle classifiche mondiali di produttori. Meritato il ventunesimo posto del Gruppo Overmarine, con la famiglia Balducci saldamente al comando in tempi in cui questo non è scontato e menzione d’onore anche al trentunesimo posto dei Fratelli Rossi, azienda che ha portato in salvo produzione e addetti attraverso la tempesta della crisi posto 2008 che ha piegato duramente la nautica.

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La Versilia storica del marmo è presente anche in buone posizioni, ma scavalcata di molte misure da un’impresa come la General Srl, società di Seravezza che detiene la proprietà del gruppo IperSoap,che ritroviamo al quattordicesimo posto con un fatturato pari ad oltre 130 milioni di euro. Per fare il confronto ed avere una fotografia dell’andamento dell’economia versiliese, Henraux (marmo) è alla posizione numero 48 mentre la Tirrena Scavi di patron Roberto Brunetti, impegnata in commesso milionarie all’estero, occupa la posizione numero 59.

Ottimi piazzamenti per la Policar di Camaiore (concessionaria tra le più note, posizione numero 34) e per la Welcome Italia di Massarosa, impresa di telecomunicazioni che si piazza tra le prime 50 (posizione numero 42) e che si distingue per aver continuato ad assumere in questi anni.

Ottimo piazzamento, infine, quel numero 33 di Silvia Bini: avere puntato sulla Passeggiata di Viareggio anche in tempi come questi si è rivelato vincente.

 

FOCUS/LA MODA

Con 51 milioni e spiccioli di fatturato è la trentatreesima azienda per fatturato della provincia di Lucca. Ma non stiamo parlando di un cantiere navale, né una azienda del marmo, né tantomeno di una cartiera. Fra le aziende più in salute della Versilia (sulla costa è settima assoluta, dietro a giganti come Azimut Benetti, Salt o Gaia) troviamo infatti il marchio Silvia Bini Passeggiata, catena di boutique dell’alta moda con quattro punti vendita tutti concentrati su Viareggio (in Passeggiata o sul lungomare).

Un vero e proprio "caso da manuale" che si spiega sia con la scelta di specializzarsi su una merceologia di altissima qualità (nei negozi Silvia Bini sono presenti tutte le più prestigiose griffe della moda italiana e internazionale ), sia con la decisione di diversificare l’attività e dedicarsi da qualche tempo anche all’e-commerce. «Sono ormai tre anni che abbiamo aperto tre piattaforme di vendita sul web - spiega Silvia Bini - e questo ci ha permesso di ampliare il nostro fatturato. Ma con 15 milioni di euro di giro d’affari le nostre boutique di Viareggio restano pur sempre il cuore della nostra attività. E dimostrano che Viareggio, e in particolar modo la Passeggiata, resta una città su cui poter investire ottenendo ottimi risultati»

 

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