Gioco
I fratelli Bonetti fanno pace e ritornano insieme con «L’inganno della sirena»
Dopo la separazione estiva, torna la quiete fra Luigi e Uberto e la collaborazione artistica fra i due gemelli continua All’insegna della mitologia
Fratelli coltelli. Anzi no, non più. È pace fatta fra i gemelli Luigi e Uberto Bonetti dopo la separazione professionale annunciata lo scorso agosto: sebbene figuri solamente il primo a capo della ditta in gara fra le costruzioni di prima categoria, il secondo è tornato a bazzicare il primo hangar sul lato nord della Cittadella. Contribuendo, di fatto, alla creazione del prossimo carro: «Sì, diciamo che mio fratello collabora ancora attivamente – rivela Luigi – e poi negli ultimi mesi ci siamo riappacificati».
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Una ritrovata armonia che può rivelarsi decisiva affinché L’inganno della sirena – questo il titolo della costruzione - scali qualche posizione di classifica e allontani i Bonetti dalla zona retrocessione.
IL CARRO
Il primo soggetto in cui si imbatterà la folla dei viali a mare sarà un’imbarcazione con a bordo due marinai, posizionata sulla parte frontale: la nave, circondata da alcune sirene, effettuerà vari movimenti (beccheggio, rollio e rotazione). Inizialmente regnerà la quiete, accompagnata dal bel canto di una sirena, poi la musica si farà più incalzante con sonorità rock e si assisterà ad una lotta senza quartiere fra le mitologiche figure femminili e i due naviganti. Alle loro spalle si ergerà un’enorme, ammaliante sirena: con un braccio chiamerà a sé i marinai, con l’altro mostrerà che i suoi connotati femminili sono in realtà una maschera che nasconde il volto malefico di un mostro. Sul lato posteriore completano il carro alcune meduse che galleggeranno simulando il movimento dell’apertura e chiusura a ombrello.
I figuranti saranno per metà a bordo - al di là del risultato dell'edizione scorsa, vedere tutte quelle persone ballare e divertirsi sotto i mascheroni fu una bella pubblicità per il Carnevale - e per metà davanti alla costruzione: le donne saranno vestite da sirene, gli uomini indosseranno i panni di marinai dall’aspetto vintage, quasi fossero dei corsari settecenteschi.
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IL SOGGETTO
«I temi di evasione, di fantasia e, in questo caso, della mitologia sono indubbiamente quelli a noi più congeniali». Per Luigi Bonetti il penultimo posto dell’anno passato, ottenuto con un carro di satira politica, è solo un brutto ricordo che avrà però il suo peso nell’economia del bando triennale. Servirà un buon piazzamento per scongiurare il rischio retrocessione e a correre in aiuto è venuto il mito di Ulisse. «Qui il mare è metafora della vita – prosegue Bonetti – ogni persona, nel corso della sua esistenza, naviga la propria rotta. Bisogna però prestare attenzione a tutte quegli ostacoli e a quei pericoli quotidiani che, come le sirene dell'Odissea, ci ammaliano per poi buttarci giù. Così come Ulisse escogitò lo stratagemma di farsi legare all’albero maestro della nave e di far usare i tappi di cera ai suoi compagni di viaggio, così noi dobbiamo trovare il modo di non cedere alle tentazioni».
Di sicuro i Bonetti non cadranno in quella di trascurare qualche dettaglio del carro: c'è una classifica da risollevare, sbagliare non è ammesso. —
(2 - continua)
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