Il Tirreno

Versilia

Zona industriale di Montramito partiti i lavori per l’ampliamento

Melania Carnevali
Zona industriale di Montramito partiti i lavori per l’ampliamento

Verranno realizzati quasi 35mila metri quadri di capannoni da destinare alle aziende artigianali. Iniziato lo storbamento

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Le ruspe sono al lavoro da giorni nei terreni di via delle Pieve, a Montramito. Raccolgono la torba e la accumulano in montagnette di terra che poi spariranno per fare spazio a nuove imprese. È iniziato l’ampliamento della zona industriale, dopo decenni di blocco per vincoli idraulici. Un mega progetto di sviluppo che riguarderà due aree: una da 25mila metri quadrati e un’altra da 8.400, entrambe a uso artigianale. Nei giorni scorsi è partita l’opera di storbamento dell’area più grande, a cui seguirà l’edificazione vera e propria.

decenni di vincoli

Per decenni, in quell’area della zona industriale, non si è potuto costruire nemmeno una cuccia per cani. Poche fognature, un lago accanto: i rischia idraulici erano altissimi. Poi, però, «sono stati fatti importanti lavori di mitigazione di rischio idraulico – spiega Raffaello Giannini, consigliere delegato alle attività produttive-: insieme ad altri enti sono stati investiti circa 6milioni di euro. Qualcosa deve ancora essere realizzato: si tratta di un intervento da circa 100mila euro. Ma il più è stato fatto».

lo sblocco

Questo ha permesso lo sbocco delle aree, che nel 2016 sono diventate edificabili. Non solo: negli anni sono stati realizzati anche lavori da circa 28 milioni di euro per il potenziamento delle reti gas, acqua, fognature, la nuova viabilità per Pioppogatto, per la via del Brentino, per le due vasche di laminazione, per il potenziamento dell’argine Cataldi e la riqualificazione delle vie dei Fondacci, delle Palafitte e delle Cannelle. Opere che miravano proprio a favorire la possibilità di realizzazione di fabbricati industriali e artigianali.

il progetto

Le ruspe sono al lavoro nell’area in via delle Pieve dove verranno realizzati 25mila metri quadrati di capannoni a uso artigianale (mille a uso direzionale). I proprietari dell’area sono riuniti in un consorzio immobiliare che, una volta terminati i lavori, venderanno i capannoni a nuove imprese.

Altri capannoni verranno realizzati nel terreno accanto (che ha altri proprietari). Si tratta di un’area da 8.400 metri quadrati. Qui lo storbamento (che è l’intervento propedeutico alla realizzazione dell’ampliamento) non è ancora iniziato, ma «partirà nei prossimi mesi», spiega Giannini. Non sono ancora, invece, noti i nomi delle aziende che prenderanno casa nella nuova zona industriale.

il rilancio economico

Secondo le previsioni dell’amministrazione comunale, l’ampliamento porterà circa 65/70 milioni di euro di investimenti in tre anni tra opere di urbanizzazione, capannoni e interventi infrastrutturali, e porterà la zona industriale di Montramito ad ospitare in totale circa 300 aziende e più di 5.000 addetti. Nel 2005, il Comune di Massarosa, ha approvato un accordo di programma con il Consorzio di Montramito (costituito nel 1997 da un gruppo di imprenditori del comune di Massarosa e dei comuni limitrofi) che prevede tra l’altro l’istituzione di una “no tax area” per i primi tre anni di attività destinata ad imprese che decideranno di spostarsi, per almeno dieci anni, su Montramito.

aziende e prescrizioni

«Questo – commenta il consigliere comunale delegato alle attività produttive – rappresenta un importante traguardo. Nel corso degli anni sono stati fatti diversi lavori di mitigazione di rischio idraulico e qualcosa deve ancora essere realizzato. Ora si può dire che l’area di Montramito è più sicura anche dal punto di vista idraulico. In questi anni, sono stati fatti interventi per far fronte anche alle eccezionali avversità atmosferiche. È chiaro che poi anche le aziende dovranno rispettare delle prescrizioni nella realizzazione dei lavori.

Prescrizioni sia nostre, sia degli altri enti che hanno competenza sull’area, come il Parco, il Genio civile, la Regione. Sono state fatte valanghe di conferenze di servizi e i permessi sono ancora in fase di definizione. Per fare un esempio: i capannoni dovranno essere tutti rialzati di un metro rispetto al terreno.

In modo che, in caso di esondazione, le aziende non vengano travolte. Inoltre l’area ha un indice edificatorio molto più basso rispetto alle altre aree. Ed è stato scelto questo, insieme al Parco, per tutelare l’ambiente». —



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