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ambiente e rifiuti 

Pioppogatto si amplia, Viareggio non ci sta Il sindaco: la Regione torni sui suoi passi

Donatella Francesconi
Pioppogatto si amplia, Viareggio non ci sta Il sindaco: la Regione torni sui suoi passi

Il Comune pronto a fare ricorso: «L’opera deve essere sottoposta alla valutazione di impatto ambientale»

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Per il Comune di Viareggio è un no netto verso l’ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti a Pioppogatto. Al punto da essere scontro aperto con la Regione Toscana che, cambiando idea in soli due mesi, ha escluso da Valutazione di impatto ambientale il progetto presentato dall’azienda dei rifiuti Ersu. «Richiediamo un’immediata revoca in autotutela del provvedimento di declaratoria di non assoggettabilità a Via del progetto di trasformazione dell’impianto di Pioppogatto», è la nota inviata ieri alla Regione a firma del sindaco Giorgio Del Ghingaro e dell’assessore Federico Pierucci nella mattinata di ieri, mentre in Municipio a Massarosa il sindaco Franco Mungai difendeva il progetto. Spiegando: «Nessuna documentazione ufficiale riporta con certezza che il cattivo odore estivo su Viareggio sia derivato da Pioppogatto. Quella del cattivo odore è una questione non risolta che non dipende, però, da Pioppogatto. Certo, se si continua a portare camion di ammendante nei campi intorno all’impianto per poi dare a questo la colpa del cattivo odore...Purtroppo, su questo fenomeno non riesco ad emanare l’ordinanza che vorrei emanare».

L’ampliamento di Pioppogatto non solo non convince Viareggio, la cui amministrazione - in sede di iter autorizzativo in Regione - ha espresso il proprio no in Conferenza dei servizi. Ma fa pensare all’amministrazione del sindaco Del Ghingaro di andare per vie legali: « Ne rigettiamo completamente le ragioni», sono le parole del primo cittadino, «e ci riserviamo sin da subito di verificare con il nostro Ufficio legale le azioni da intraprendere avverso eventuali provvedimenti autorizzatori emanati in assenza della suddetta procedura di Valutazione di impatto ambientale».

Al fianco di Massarosa, ieri mattina, il consigliere regionale del Pd Stefano Baccelli, presidente della Commissione ambiente del consiglio regionale: «Negli anni in cui sono stato presidente della Provincia di Lucca condividemmo il progetto di adeguamento e modernizzazione di Pioppogatto, non solo con i Comuni ma anche con le associazioni ambientaliste. Impianto che oggi è in grado di fare un salto di qualità dal punto di vista dell’efficienza e della sicurezza ambientale e, cosa non secondaria, in termini di stabilità societaria che, con l’assetto interamente pubblico, ha garantito il superamento della crisi lavorativa degli scorsi anni. Con questo progetto di sviluppo produrrà anche un importante incremento occupazionale. Voglio ringraziare il sindaco Mungai ed i dirigenti della società di gestione per il lavoro fatto in questi anni».

Il presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti, ha tenuto a sottolineare: «Se abbiamo avuto questo risultato in Regione significa che, evidentemente, l’azienda ha dato garanzia di serietà». Ramacciotti ha poi fornito alcuni dati sulla questione delle emissioni di cattivo odore dall’impianto: «Il valore delle emissioni è pari al 64% del limite autorizzato e al 90% del limite di legge». E su questo punto Baccelli si è preso un impegno pubblicamente: «Tornerà a sollecitare l’assessorato all’ambiente della Regione ed Arpat affinché prenda corpo una vera e propria task force su quello che è un problema reale».

Ersu difende il progetto destinato a Pioppogatto che «è il primo impianto Tmb che chiede di fare il recupero della plastica». Perché «i rifiuti raccolti non hanno un valore se non vengono lavorati. Questo sposta di parecchio il valore del rifiuto». Ed ecco che Pioppogatto già interessa «a chi è nel settore del recupero imballaggi».



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