Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

Mauro Volponi assolto dall’accusa di avere imitato le borse di lusso di Prada

Matteo Tuccini
Una delle boutique di Volponi a Forte dei Marmi (foto d'archivio)
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Una delle boutique di Volponi a Forte dei Marmi (foto d'archivio)

Sei prodotti dal valore di almeno 5.000 euro ciascuno furono sequestrati dalla Finanza: ma il noto commerciante  di Forte dei Marmi ne esce scagionato

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FORTE DEI MARMI. Ha avuto ragione Mauro Volponi, noto titolare di boutique di pelletteria di lusso a Forte dei Marmi: quelle sei borse superchic che gli erano state sequestrate dalla Guardia di finanza perché simili a un modello di Prada non erano una... volgare imitazione. A due anni e mezzo dall’accaduto, infatti, il tribunale di Lucca ha assolto Volponi dall’accusa di contraffazione. Respingendo, al contempo, una prima richiesta di risarcimento danni di 40.000 euro da parte del noto marchio di moda.

La vicenda ha origine nel 2016. Un dipendente di Prada vede nella vetrina di Volponi alcuni modelli di borsa che ritiene troppo simili a un esemplare creato dalla casa madre e registrato l’anno precedente. Ma non ancora messo in commercio. Il modello si chiama “Inside bag” e funziona come una matrioska: borse dentro altre borse, anche se con un colore diverso.

Secondo Prada, insomma, Volponi ha copiato l’idea anticipando l’uscita sul mercato di questi esemplari. Così scatta la denuncia alla Finanza, che sequestra sei prodotti in pellame molto pregiato, acquistabili al prezzo di 5-6.000 euro da chi intende sfoggiarli per far schiattare di invidia la malcapitata di turno.

La vicenda fa scalpore: dal nome del commerciante all’oggetto del contendere c’è tutto perché a Forte dei Marmi, capitale del lusso e dello chic, se ne parli a lungo. Se aggiungiamo che i sequestri di presunti prodotti contraffatti riguardano quasi sempre merce venduta in spiaggia, mentre stavolta a finire nel mirino è una delle boutique più note di Forte, il piatto della polemica è servito.

Lo stesso Volponi decide di dire la sua pubblicamente e si difende: «Quel modello l’ho ideato e prodotto io nel 2010, ben prima che altri lo registrassero e lo mettessero in vendita. Sono nel mirino perché lavoro troppo bene», l’amara conclusione, con un chiaro riferimento alle malevolenze che ogni tanto sfuggono in un paese come Forte. Che pure Volponi contribuisce ad abbellire e a rendere speciale anche a Natale.

Da questa denuncia ha origine un processo per il reato di contraffazione che si trascina ben più di quanto si possa immaginare.

Alla fine il giudice del tribunale di Lucca Alessandro Dal Torrione assolve Volponi dall’accusa di aver copiato (e anticipato) Prada.

Soddisfatta l’avvocata Elena Libone, che ha assistito Volponi in questa vicenda processuale.

«Il mio cliente ha sempre ribadito la sua buona fede e ritengo che questa sentenza l’abbia dimostrata», dice il legale. —


 

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