Italia
Il ministero si è attivato con le autorità sudamericane
Come da procedura la Farnesina si è messa in contatto con il consolato italiano a Recife e con la polizia del posto tenendo informati i familiari
VIAREGGIO. Sul caso di Gabriella Giannini, l’imprenditrice viareggina trasferitasi in Brasile che da tre settimane non dà più notizie di sé, «la Farnesina ha avviato rapporti con il Consolato italiano di Recife prendendo in carico il caso», come fa sapere il senatore Gianluca Ferrara (Cinque Stelle), membro della commissione parlamentare Esteri. La risposta avuta dagli uffici del ministero degli Esteri che si occupano dei casi relativi ai nostri connazionali all’estero è stata – riferisce Ferrara – «che, al momento, gli investigatori locali stanno seguendo alcune piste. Di più non è possibile sapere perché, così mi è stato spiegato, si potrebbe compromettere il lavoro in corso in Brasile. Quello che posso dire è che il Consolato italiano di Recife ha contatti con una figlia ed una nipote della signora Giannini».
Secondo quanto affermato dai carabinieri, che confermano l’interesse del ministero degli Esteri e del consolato italiano, non ci sarebbero denunce di scomparsa della donna fatte dai familiari a Viareggio. Dove il caso è stato sollevato, con l’amica di Gabriella Marisa Farnocchia che si è rivolta alla caserma dell’Arma e poi alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”.
Il caso è esploso anche in Brasile, con i giornalisti che stanno indagando in parallelo con la polizia sul mistero dell’italiana desaparecida. Un termine inquietante, che ricorda sinistri precedenti a chi conosce un po’ di storia del Sudamerica. Al momento è difficile fare ipotesi, figuriamoci così negative. Perché il particolare della denuncia che Gabriella avrebbe fatto a carico di altre persone, per una presunta truffa ai suoi danni, al momento non è confermato dalla autorità. Chiaro che, se fosse confermato, si aprirebbero ipotesi svariate anche su possibili vendette. Ma per ora la situazione è abbastanza nebulosa
Seconda Marisa Farnocchia «il Brasile è un Paese diverso dal nostro ed è lontano: le informazioni sono difficili da reperire. Anche se si ha di fronte la polizia. Mi auguro che la presenza delle nostre massime autorità possa servire a chiarire al più presto la faccenda, garantendo una corretta prosecuzione delle indagini senza che si alzi una cortina di fumo. Quello di cui sono sicura - conclude Marisa - è che un comportamento del genere non è normale, che non si può sottovalutare il fatto che una persona non dà più notizie di sé da 20 giorni, che i suoi due cellulari sono spenti. È scappata perché spaventata? Penso che avrebbe preso l’aereo e sarebbe tornata in Italia, se avesse avuto sentore che poteva esserci un rischio. Ma temo che non ne abbia avuto il tempo e che qualcuno l’abbia anticipata». —
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