Il Tirreno

Versilia

la cittÀ che cambia 

I fondi del centro città non potranno diventare abitazioni

D.F.
I fondi del centro città non potranno diventare abitazioni

Respinta l’osservazione presentata dal Collegio dei geometri per le aree destinate al commercio come le vie Fratti e Battisti

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VIAREGGIO. No al ripristino della destinazione d’uso originaria se l’immobile si trova in un’area centrale della città, in zona destinata a centro commerciale naturale per esempio come le vie Battisti e Fratti, pedonalizzate. È la risposta dell’amministrazione comunale alle osservazioni del Collegio dei geometri, il quale chiedeva che tutti i fondi della città potessero mutare destinazione d’uso in residenziale. Su questo punto è stato serrato il confronto nella riunione di ieri della commissione urbanistica presieduta da Riccardo Pieraccini. Alla scelta dell’amministrazione e degli uffici tecnici di concedere non il cambio di destinazione tale e quale richiesto, ma la possibilità di mutamento solo per recuperare la destinazione originaria del fondo, ha obiettato il capogruppo del Pd, Luca Poletti: «Questa cosa la vorrei capire meglio: che si fa? Non funziona il commercio e si fanno tutte case?».

Questione cruciale quella posta da Poletti in una Viareggio che mai come oggi sta vivendo un periodo di serrande abbassate per sempre sul fronte del commercio, anche di qualità. E questione che è stata considerata con la scelta di vietare in alcune zone la possibilità di recuperare destinazioni d’uso degli immobili diversa da quelle esistenti.

Osservazioni molto puntuali, quelle a proposito delle quali i geometri della Provincia di Lucca si sono confrontati con l’Ufficio di Piano, in merito alle attese dei cittadini, delle società immobiliari e delle imprese che operano nell’edilizia privata. Un esempio per tutti quella che riguardava le mansarde (sottotetti) con la richiesta di una sopraelevazione che non rendesse «riduttivo sopraelevare senza poter utilizzare a pieno». L’osservazione è stata parzialmente accolta e dagli 80 centimetri fissati dal regolamento urbanistico adottato ai primi di luglio si è passati da 1 metro.

Ed è una Viareggio che punta ad uno sviluppo in alto, quella disegnata dalle osservazioni dei geometri, commentate dall’assessore Federico Pierucci con un «insomma, il senso delle richieste è un piano in più non si neghi a nessuno». L’osservazione presentata puntava a portare l’altezza massima degli edifici al pari dell’immobile più alto presente nello stesso isolato. Una richiesta che è stata oggetto di una lunga discussione in commissione: «Una scelta del genere», sono state le parole del dirigente Giovanni Mugnani, «risulterebbe foriera di applicazioni distorte». Mentre l’architetto Fabio Nardini, dell’Ufficio di Piano, ha sottolineato: «Siamo tutti d'accordo che l’allineamento degli edifici è un valore. Ma la conformazione Viareggio è difficilmente controllabile». Così che, alla fine, è stata fissata un’altezza massima non di 7 metri come nel Regolamento adottato ai primi di agosto, ma di 8.

Guardando alle zone più periferiche della Città il Collegio dei geometri della provincia di Lucca, infine, chiedeva che «i lotti liberi presenti in zona B vadano ad indice di Piano strutturale, in quanto altrimenti risultano porzioni di inedificato all’interno del tessuto di completamento e soprattutto lasciati in disuso in mancanza di nessuna attività prevista». Su questo passaggio Pierucci è stato chiarissimo: «L’osservazione non è accoglibile. I campi rimangono campi. Altrimenti è davvero “liberi tutti”». —

D.F.

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