Il Tirreno

Versilia

il profilo tracciato dagli inquirenti 

È il primo ad agire con questo tipo di arma impropria

M.T.

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viareggio. Non lo aveva mai fatto prima. Il procuratore della Repubblica Pietro Suchan e il comandante dei carabinieri Edoardo Cetola ne sono sicuri: Simone Nario, 37enne di Lido di Camaiore arrestato per tre rapine riuscite e una tentata, non era certo un criminale incallito. Un passato ormai lontano da studente di ingegneria, un periodo lavorativo nel cosiddetto trading on line: in pratica operazioni di borsa su Internet. Ultimamente, però, era disoccupato. E secondo gli inquirenti Nario avrebbe agito spinto dalla necessità di trovare soldi per comprare droga. Cocaina, nello specifico.

A rendere questa vicenda particolarmente significativa è anche il fatto che, stando a quanto dichiarato dal procuratore Suchan, si tratta del primo caso di rapinatore con pistola al peperoncino. «Non ho memoria di precedenti simili - afferma Suchan - Lo spray con il liquido urticante, tra l’altro, è stato protagonista di altri fatti di cronaca drammatici, come la tragedia della discoteca di Ancona». Sembra quasi che stia diventando di moda, purtroppo. Anche perché, dice il procuratore, si trova facilmente in commercio. Lo stesso procuratore ha chiesto di non fotografare la pistola al peperoncino per evitare l’effetto emulazione.

Va detto che, come confermato dagli inquirenti, l’uomo non ha spruzzato il liquido urticante sul volto delle vittime, ma si è limitato a spararlo nell’ambiente per creare confusione: un particolare che, al di là della violenza dell’aggressione, ha il suo peso. Fatto sta che al termine delle indagini il giudice Riccardo Nerucci ha disposto la custodia cautelare per Nario. —

M.T.

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