Gioco
Addio a Renato Verlanti, il carrista-signore: ha lavorato con Sergio Baroni e Menghino
Se ne è andato il giorno dopo il suo 90° compleanno. Nel mondo della cartapesta per una vita, ha vinto sei primi premi
Claudio Vecoli
Se ne è andato il giorno dopo il suo compleanno. Già, perché Renato Verlanti - uno dei mostri sacri del Carnevale di Viareggio - aveva compiuto 90 anni tondi tondi proprio due giorni fa. Anche se non aveva potuto certo festeggiarli come avrebbe voluto, visto che da qualche giorno era ricoverato in ospedale per l’aggravarsi di un malore improvviso che aveva avuto alla vigilia di Natale e dal quale, inizialmente, sembrava essersi rimesso.
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E invece, questa volta, Renato - che di anni ne dimostrava molti meno di quelli certificati dalla carta d’identità - non ce l’ha fatta. E ieri mattina si è arreso. Uno strano (e per certi versi poetico) destino che lo ha accomunato a quello della moglie Lucilla, morta ad 89 ani nel settembre scorso anche lei nel giorno del suo compleanno.
Con i sei primi posti fra i carri grandi conquistati nella sua lunga carriera (cinque dei quali negli anni Novanta, grazie alla fertile collaborazione con Giovanni “Menghino” Lazzarini), è stato uno dei carristi con il maggior numero di vittorie in bacheca. Eppure Verlanti – Luigi solo per l’anagrafe e le riviste ufficiali del Carnevale, ma per tutti Renato, come aveva decretato la nonna materna, a cui il nome Luigi non piaceva proprio – è considerato uno dei “grandi vecchi” della cartapesta soprattutto per la sua capacità di fare squadra, di sapersi circondare cioè di validissimi aiutanti dei quali riesce a sfruttare appieno le potenzialità. E non a caso – dal dopoguerra ad oggi – è stato uno dei costruttori che più è ricorso a collaborazioni con altri maestri (oltre al già citato Menghino, ricordiamo quella pluriennale con Sergio Baroni e, negli ultimi anni della sua carriera, con i fratelli Luigi e Uberto Bonetti, nipoti di Lazzarini).
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Gli esordi
Verlanti lavora ai baracconi fin da giovanissimo, ereditando la passione per la cartapesta da Oreste Lazzari, suo zio, conosciuto nell’ambiente come “il Morino”. Subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, poco più che quindicenne, Verlanti va a dare una mano nell’hangar di zio Oreste, che alla ripresa dei corsi dopo la lunga pausa bellica lavora gomito a gomito con Orazio D’Arliano, fratello del più celebre Tono. I primi anni si limita a fare l’impastino. Poi, man mano, prende confidenza con il mestiere e inizia a realizzare le armature in legno. Dopo alcuni anni trascorsi a fianco dello zio materno, Verlanti stringe con Giovanni Lazzarini una importante amicizia destinata ad andare avanti a lungo negli anni. Apprezzato soprattutto come carpentiere, si sposta infatti alla corte di Menghino, con cui collaborerà per più di dieci anni, contribuendo a molti dei trionfi di Lazzarini fra i complessi mascherati dalla metà degli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Sessanta. Poi, nel 1972, finalmente l’esordio in prima persona, quando firma la sua prima (ed unica) mascherata di gruppo dal titolo “Le uova di Colombo” che si piazza subito al primo posto. Nel 1973, con la reintroduzione dei complessi mascherati, Verlanti si mette in società con Giuseppe Palmerini e all’esordio nella categoria vince il primo premio con “Parole, parole, parole”. Vittoria che viene bissata l’anno successivo – ancora in coppia con Giuseppe Palmerini – con il complesso mascherato “Ogni pentola ha il suo brodo”.
Con Sergio Baroni...
Nel 1977 arriva finalmente la promozione nell’Olimpo, ma bisognerà attendere il 1980 per la prima vittoria fra i carri grandi grazie a “Vieni, vieni anche tu”, sul quale giganteggia un pagliaccio che a bordo di una barca suona la fisarmonica (chiara l’influenza esercitata da Sergio Baroni, autore del bozzetto nonché supervisore del carro). La collaborazione fra Verlanti e Baroni diventa ufficiale nell’edizione del 1981, quando insieme firmano “Burlamik” (secondo posto). Dall’anno seguente la coppia Baroni-Verlanti si cimenta soprattutto in splendide costruzioni fuori concorso come “E’ arrivato col sole e con l’amore dal mare” (1982) o “Musica dal mare” (1985).
...e con Menghino
Nel 1991, rinasce la collaborazione con Menghino. Questa volta a ruoli invertiti: Menghino si occupa dell’idea e del progetto, ma a firmare il carro è Renato Verlanti. Un sodalizio che frutterà ben cinque primi premi in sei anni con “Moby Dick” (’94), “Vecchi fantasmi vagano sull’Europa” (’95), “Il Telemostro” (’96) “Fate il vostro gioco, signori” (’97) e “American sexgate show” (’99). Nel 2000, però, per i due (ai quali si è aggiunto nel frattempo Luigi Bonetti, nipote di Uberto e dello stesso Menghino) arriva forse la delusione più cocente: “Giubileo 2000”, che raffigura uno spettacolare D’Alema-Papa, si piazza al secondo posto, superato dal Ciampi-stregone della coppia Politi-Lucchesi. Nel 2003 Verlanti (sempre insieme a Bonetti e Menghino) sfiora poi la vittoria nel 2003, quando il Berlusconi assediato dai giudici di “Le sinistre ossessioni del Cavaliere”, ottiene il secondo posto Sarà quello l’ultimo carro realizzato da Verlanti insieme a Menghino, che si spegne proprio poche settimane dopo l’ultimo corso. Continua invece fino al 2010 la collaborazione con i fratelli Bonetti, anche se sarà avara di risultati, visto che non riuscirà più a salire sul gradino più alto del podio. Il congedo con lo splendido «La danza del drago» , secondo posto dietro ai cigni di Roberto Vannucci.
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Gli auguri di Natale
Verlanti - che negli anni ha avuto contatti e rapporti anche con altri Carnevali d’Italia (in particolare con quello di Gambettola, di cui è stato a lungo anche direttore artistico) - lascia ma non si distacca dal mondo della cartapesta. Dove conserva tantissimi amici sia fra i carristi più giovani che fra le maestranze. E raramente si perde un corso mascherato: spesso al seguito del carro dei Bonetti, altre volte in tribuna d’onore. L’ultima sua uscita alla vigilia di Natale, poche ore prima di sentirsi male, quando va alla Cittadella per fare gli auguri a tutti. Nessuno può saperlo, ma sarà questo il suo commiato. —
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