Il dolore
Servizio rifiuti, più autonomia nelle scelte a sindaci e territori
L’assemblea di Ato costa del 19 dicembre ha stabilito che RetiAmbiente sarà società capogruppo con controllo analogo delle amministrazioni
CAMAIORE. Zero a uno tra Regione sindaci dei comuni di Ato Costa Toscana nella partita dei rifiuti sul futuro e sul ruolo di RetiAmbiente. L’assemblea di Ato del 19 dicembre (presente per Camaiore l’assessore Simone Leo, assente Viareggio, presente per Pietrasanta il consigliere comunale Paolo Bigi, mentre per Forte c’era l’assessore Enrico Ghiselli) ha di fatto affidato a RetiAmbiente il ruolo di holding, «capogruppo delle società operative locali» in uno scenario che prevede «un cambio di modello aziendale di natura consortile». Insomma, la voce dei sindaci - come quello di Camaiore - che chiedevano autonomia dei territori nelle scelte in materia di servizio rifiuti hanno pesato. E non è questione di scontri politici: si tratta di poter ancora scegliere o meno come garantire i cittadini che nel pagare il servizio non possono scegliere il miglior operatore in caso di risultati non adeguati ai costi.
Il modello scelto - lo si legge nella deliberazione dell’ultima assemblea del 2018 di Ato Costa Toscana - tende a «configurare un modello organizzativo di “gruppo” o “consortile” che preservi la vicinanza territoriale tra l’operatore dei servizi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani e le amministrazioni comunali riceventi le prestazioni». Niente di diverso da quanto ha deciso di fare il Comune di Camaiore, nel passaggio da Sea Ambiente ad Ersu, entrambe società di RetiAmbiente sulle quali i Comuni soci, con la delibera di Ato, si ritrovano ad esercitare a pieno il controllo analogo previsto per le società “in house”.
Per RetiAmbiente si apre una fase di «approfondita analisi tecnico-economica e giuridica su possibili modelli organizzativi e gestionali, anche alternativi di quelli attuali». Analisi che prevede anche «verifiche inerenti l’efficacia e l’economicità della gestione del ciclo integrato dei rifiuti da parte di RetiAmbiente, oltre ad una approfondita valutazione sulla attualità delle motivazioni poste alla base della scelta delle modalità di affidamento sino ad ora prescelte. Dando conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato», ovvero la non ricerca del socio privato che sembra definitivamente sfumata. —
Donatella Francesconi
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