Il Tirreno

Versilia

occhio alle trappole 

Raffica di truffe telefoniche del falso avvocato

Tiziano Baldi Galleni
Raffica di truffe telefoniche del falso avvocato

Ha tentato di raggirare anche la famiglia dell’ex assessore Colasanti: «Gioca sulla paura e chiede fino a 6mila euro»

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SERAVEZZA. «Pronto signora Binelli, sono l’avvocato e chiamo dalla Prefettura di Lucca. Suo figlio ha fatto un incidente. È scappato e adesso rischia grosso». Cercano di coglierti di sorpresa, al culmine dello spavento. È così che qualche volta queste truffe telefoniche vanno a segno. Perché, alla fine della telefonata, i malviventi chiedono cifre che vanno da qualche centinaio di euro a 5-6mila euro, in cambio del ritiro della denuncia. Ci hanno provato a Seravezza, la scorsa settimana, ma per fortuna non gli è andata bene. Roberta Luisi è la prima che hanno tentato di truffare. A raccontare l’episodio è suo genero, Vincenzo Colasanti, ex assessore seravezzino con il sindaco Lorenzo Alessandrini. L’altro episodio è avvenuto a poche ore di distanza, sempre di venerdì 4 gennaio, a Nadia Binelli, in località Pancola. Probabilmente i truffatori si erano piazzati in zona, pronti ad andare a ritirare la somma se qualcuno ci fosse cascato.

«Mi ha chiamato allarmata – racconta Colasanti – chiedendomi se fosse successo qualcosa a mio cognato. L’avevano contattata dicendogli che suo figlio aveva commesso un’infrazione, con danno, e poi era sparito. Ma a me era sembrato subito strano, perché all’ora indicata lui è a lavoro. All’inizio ho pensato ad uno scherzo, poi ho capito che avevano tentato una truffa». In questo caso l’anziana signora è riuscita a rimanere calma e non farsi raggirare. Con lei hanno fatto l’errore eclatante di cercare il marito (a cui è intestato il telefono) che però è deceduto di recente. E poi di chiedere conferma contattando lo “0012”, un numero inesistente. Caso fotocopia quello della sessantenne Nadia Binelli. «Si è presentato come avvocato dalla Prefettura dicendo che era stata fatta un’infrazione stradale». «È coinvolto suo figlio», hanno detto al telefono. «Ma io non ho figli», ha risposto Nadia. «Allora sua figlia». «Le ho detto che non ho figli», ha ribadito la seravezzina iniziando ad insospettirsi. «Allora forse suo nipote o suo marito che ha detto di contattare lei». Ma in quel momento, per fortuna, è arrivata una giovane vicina di casa che ascoltando la conversazione ha capito tutto. «Chi era dall’altra parte della cornetta – prosegue Nadia – ad un certo punto si è accorto che non ero più sola e ha chiesto se si trattava della badante. Poi, parlando con qualcuno ha detto: «È arrivata la sua vicina di casa». E la conversazione è finita. «Quando ho attaccato mi è presa paura. Credevo davvero ci fosse stato un incidente. Ma a freddo, era da avvertire i carabinieri e tendergli una trappola». —
 

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di Redazione web