Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
carnevale di viareggio

I Cavalieri dell’Apocalisse scalpitano fra la folla sul carro di Carlo Lombardi

Simone Pierotti
Il bozzetto di "Per chi suona la campana" di Carlo Lombardi
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Il bozzetto di "Per chi suona la campana" di Carlo Lombardi

«Per chi suona la campana?» è il titolo della costruzione che prende spunto da Ernest Hemingway  e da San Giovanni Evangelista 

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VIAREGGIO. Un capolavoro della letteratura contemporanea firmato da un gigante come Hemingway, i versi di un poeta inglese vissuto fra Cinquecento e Seicento e perfino l’Apocalisse di San Giovanni Evangelista. Quante citazioni si celano dietro Per chi suona la campana, titolo con cui Carlo Lombardi concorre fra i carri di prima categoria con l’ambizione di risollevarsi dall’ultimo posto di un anno fa: il rimando al celebre romanzo di Ernest Hemingway è immediato, ma nella sua nuova costruzione c’è (molto) altro.

IL CARRO

Quattro fantini in sella ad altrettanti destrieri, ciascuno dipinto con un colore diverso: altri non sono che i Cavalieri dell’Apocalisse, introdotti nell’omonimo libro che chiude la raccolta del Nuovo Testamento e radicatisi poi nella cultura medievale. Nell’allegoria del carro di Lombardi rappresentano i mali che affliggono il nostro mondo quali guerra, carestie e morte: tre di loro saranno collocati sulla parte anteriore della costruzione – uno in posizione frontale avanzerà sulla folla lungo un binario, gli altri due ai lati s’impenneranno proprio come dei veri puledri. Alle spalle sbucherà il quarto cavaliere, tutto colorato di bianco, in sella a un pegaso (sarà mica un omaggio al simbolo della Regione Toscana, che con i suoi finanziamenti ha reso possibile il Carnevale di Viareggio negli ultimi anni?) a portare un po’ di speranza. «È una sorta di guerriero pacifista, o meglio, una guerriera dato che sarà una donna portatrice del Bene – spiega Lombardi – un messaggio di positività ci vuole, eccome».

A ogni cavallo è stato associato un concetto e un colore: detto di quello bianco, ce ne sarà uno rosso a simboleggiare la guerra, uno verdognolo per richiamare la morte e infine uno nero, identificato con la speculazione, intesa come espressione dell’avidità umana. Le maschere, che indosseranno abiti medievali, saranno tutte collocate a bordo della costruzione: «A terra ci sarò solo io!», esclama Lombardi aggiungendo che ci sono ancora posti disponibili per chi vorrà vivere il Carnevale da protagonista. «Faremo una sola coreografia da carro, con tre-quattro musiche legate al soggetto e poi tante canzoni di Carnevale in chiave moderna». Un ritorno alle origini, insomma.

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IL SOGGETTO

Tutto nasce dal romanzo di Hemingway, dato alle stampe nel 1940, in cui l’autore racconta attraverso l'alter ego Robert Jordan la sua esperienza tra le file dell’esercito repubblicano nella Spagna dilaniata dalla Guerra civile contro i franchisti. Considerato uno dei migliori libri dello scrittore americano, il titolo riprende il sermone “Nessun uomo è un’isola” di John Donne, secondo il quale l’essere umano non può considerarsi indipendente da tutti gli altri. «Donne ci ricorda che non dobbiamo chiederci, appunto, per chi suona la campana – prosegue Lombardi – perché essa suona anche per te: qualunque cosa accada è responsabilità dell’uomo e colpisce tutti noi. Il mio carro, dunque, è un monito a liberarci dell'individualismo e a renderci partecipi del mondo in cui viviamo». Con la speranza, è proprio il caso dire, di galoppare il più possibile lontano dalla zona retrocessione. —

(1 - continua)
 

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