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Versilia

la cittÀ che cambia 

Urbanistica, no agli hotel che diventano case e viceversa

Donatella Francesconi
Urbanistica, no agli hotel che diventano case e viceversa

Respinta l’osservazione dell’Ordine degli architetti che chiedeva l’uso ad albergo per immobili di particolare valore in città. Pierucci: «Tema da Piano strutturale»

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Possibilità, per gli immobili di particolare valore, di diventare alberghi: è la richiesta dell’Ordine degli architetti della provincia di Lucca che ha presentato una lunga serie di osservazioni al Regolamento urbanistico adottato ai primi di agosto 2018 dal consiglio comunale di Viareggio. L’osservazione in questione è relativa all’articolo 11, comma 2, delle Norme tecniche di attuazione del Regolamento. Là dove si legge che «con particolare riferimento alle attività alberghiere che rivestono un ruolo centrale nell’identità del territorio costiero di Viareggio» il Regolamento urbanistico «individua con specifica simbologia le invarianti strutturali alberghi; gli alberghi di valore funzionale e tipologico». Stabilendo che «per gli immobili e le aree pertinenziali, in applicazione dell’articolo 83, comma 7 del Piano strutturale non è consentito il cambio di destinazione d’uso alberghiera».

Le case non possono diventare hotel, insomma, e tantomeno gli alberghi possono diventare palazzi ad uso residenziale. La commissione presieduta da Riccardo Pieraccini (lista “Viareggio tornerà bellissima”) ieri ha respinto questa osservazione, così come quasi tutte quelle presentate dall’Ordine degli architetti. «Questo regolamento urbanistico», ha spiegato l’assessore Federico Pierucci, «volutamente non ha affrontato la questione dei cambi di destinazione d’uso degli alberghi. Perché è un tema da Piano strutturale, in quanto coinvolge l’idea del futuro della città». Sarà il lavoro per il nuovo Piano strutturale, che inizierà subito dopo l’approvazione del Regolamento urbanistico, «ad affrontare il tema da entrambi i lati: la trasformazione da residenziale a ricettivo e viceversa».

Intanto, però, anche in Toscana la legge regionale dà facoltà di utilizzare lo strumento del “Condhotel”: appartamenti ricavati nella ristrutturazione di alberghi chiusi da tempo. Sono dei privati che così contribuiscono alla possibilità di ristrutturare, ma vengono gestiti dal titolare della struttura ricettiva. Tra approvazione del Regolamento urbanistico e nuovo Piano strutturale di là da venire, sarà possibile creare a Viareggio strutture di questo tipo? «La questione è all’esame dello Sportello unico per le attività produttive (Suap)», risponde al Tirreno l’assessore Pierucci: «Il quale non ha ancora risposto».

Insomma, per capire quale destino avranno i grandi alberghi dismessi soprattutto nella fascia del Lungomare sarà necessario attende almeno il 2020-2021. Ammesso che non sia davvero troppo tardi perché niente cambia tanto velocemente nel mondo globalizzato come i gusti in fatto di offerta turistica. —


 

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