Toscana
È caccia al vincitore dei 50.000 euro della Lotteria Italia
A Pietrasanta si rincorrono le ipotesi più disparate: di sicuro il biglietto non è stato comprato in autostrada
PIETRASANTA. Più scaramantico del duca conte Semenzara, che costringe il povero Fantozzi a bere litri di acqua Bertier per favorirne la fortuna al tavolo da gioco. Oppure più carnevalesco di Lino Banfi, quando si mette a ballare perché ha scoperto che il Catania ha battuto la Juventus a domicilio e il suo 13 è da favola. Chiunque sia il vincitore dei 50.000 euro frutto di un biglietto della Lotteria Italia acquistato a Pietrasanta, su di lui già circolano leggende. Come avviene in ogni giocata fortunata che si rispetti: chi la fa diventa un personaggio mitico agli occhi degli altri, tra invidia e ammirazione (più o meno giustificate).
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Per carità, non siamo di fronte alla classica vincita che ti cambia la vita. Ma in Toscana si dice «Averli e non averli...». Che significa: fa la sua differenza vederli sul conto corrente oppure no. Se lo fa sfuggire anche l’impiegata dei Monopoli di Stato al telefono con Il Tirreno, ammettendo di non avere notizie in merito. Stessa risposta dagli uffici dei Monopoli di Roma, dove si spiega che ulteriori certezze si avranno nei prossimi giorni. Dalla Lottomatica la risposta è identica: non sappiamo chi sia, né tantomeno dove abbia fatto la giocata.
Ma la vincita è qui e ora e così lo sono le voci che si rincorrono. A Pietrasanta tutti si chiedono dove sia stato acquistato il biglietto fortunato. Di sicuro c’è che non è stato comprato in autostrada, perché i due punti vendita dell’A12 (Autogrill e Chef express) che si trovano sul territorio comunale smentiscono di aver venduto il biglietto fortunato. A questo punto pare molto probabile che sia un pietrasantino, o comunque un versiliese, ad aver comprato il biglietto da 50.000 in qualche tabaccheria-ricevitoria del centro o delle frazioni.
E così si sprecano le leggende e i racconti: è un operaio che ne aveva bisogno e che li userà per non pagare più l’affitto e comprarsi una casa, come si raccontò anni fa in una tabaccheria. No, è un benestante che non ne aveva necessità e che non si è nemmeno preoccupato di guardare l’estrazione alla tv. Tant’è vero – altra voce che gira – che nessuno si è fatto ancora vivo. Ma può darsi che sia solo l’ennesima leggenda. E che il vincitore abbia imposto al tabaccaio di fiducia di tenere ancora il segreto per qualche giorno. —
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