Autovelox sull'Aurelia, due multati su tre non superavano i 66 km orari
La valanga di sanzioni è dovuta al limite di 50, che però potrebbe essere rivisto. Il Comune sta pensando di prendere in gestione dall’Anas quel tratto di Aurelia
PIETRASANTA. Un autovelox che viaggia alla media di circa 7500 multe al mese, quello entrato in funzione il 23 settembre scorso lungo la via Aurelia e posizionato all’altezza dell’incrocio con via Spirito Santo.
Sanzioni che nel 66% dei casi riguardano uno sforamento minimo: per intendersi la fascia di velocità compresa fra i 56 e i 66 km orari. Con annessa decurtazione di tre punti a partire dai 61 chilometri orari. Il 33% invece si riferisce a contravvenzioni per una velocità rilevata oltre i 67 km orari e nell’1% dei casi sfrecciando oltre i 40 chilometri orari sopra al limite consentito.
Da qui l’ira tracimante di chi contesta la presenza dell’autovelox: si trova infatti nel tratto di strada poco dopo un cavalcavia con un limite fissato di 50 chilometri orari con tolleranza di sforamento pari al 10%. Il dispositivo è bollato da chi vi transita davanti come impossibile da rispettare, o quasi. Nel frattempo cresce l’ondata di proteste: «Non migliora la sicurezza, serve a creare incolonnamenti, c’è insicurezza nella circolazione e intanto fioccano multe».
Vengono intanto formalizzati i primi ricorsi, mentre sui social la pagina Facebook “Stop autovelox Pietrasanta” in pochi giorni è stata visitata da oltre 70 mila persone.
La richiesta che arriva da più parti è quella di innalzare il limite almeno a 60. «Non dipende da noi, ma da Anas, competente per questo tratto e per quanto riguarda l’autovelox. E Anas ha detto no, ribadendo che il limite era e resta a 50. Il Comune può fare ben poco» replicano dal palazzo.
La soluzione? Che il tratto, circa 4 chilometri di strada statale, passi sotto la gestione del Comune nei prossimi anni. E questo significherebbe per l’amministrazione curare la manutenzione, garantire la sicurezza, migliorare l’asfaltatura, provvedere alla segnaletica. E, non ultimo, provare a portare la soglia massima consentita da 50 a 60, come reclamato da più parti. Comune e Anas ne stanno parlando e a breve sarà presa una decisione.
Nel frattempo, in bilancio, l’amministrazione ha previsto un gettito pari a 1 milione e 400 mila euro nel 2019 dall’autovelox. Ed è solo una parte dell’importo, visto che la maggior parte dello stesso gettito finisce nelle casse di Anas.
Nelle ultime settimane diversi automobilisti si sono affidati agli avvocati, puntando l’indice contro la ripetitività della sanzione che, quando viene applicata, perderebbe la sua efficacia di deterrente: molte persone segnalano di avere ricevuto la notifica anche di 10 verbali nello stesso tratto. Viene anche posto l’accento sul fatto che di notte, il palo dell’autovelox, è completamente al buio e quindi non visibile.
Fa discutere anche il costo della notifica: 15 euro fisse. «Ho pagato entro i 5 giorni dalla comunicazione, mi hanno tolto il 30% della multa e poi mi sono visto costretto a pagare 15 euro di spese di notifica, come a dire più del 50% dell’importo complessivo di 28 euro. È assurdo», segnala un lettore.
Dal palazzo replicano che le spese di notifica rappresentano un costo fisso composto da più voci e che i 15 euro di Pietrasanta sono comunque un importo inferiore rispetto a quello applicato anche in comuni vicini.
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