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Versilia

il caso

A migliaia non pagano il ticket: ora l’Asl Versilia fa arrivare il conto a casa

Matteo Tuccini
Una macchinetta per pagare il ticket
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Una macchinetta per pagare il ticket

Scatta il recupero crediti nei confronti dei furbetti di visite ed esami medici. Tra loro ci sono anche quelli che si sono dimenticati di disdire la prenotazione 

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A migliaia non hanno pagato il ticket per visite ed esami medici. Che si sia trattato di dimenticanza o di evasione voluta, poco importa dal punto di vista dell’Asl Nordovest. Che in questi giorni sta inviando 28.000 avvisi di pagamento su tutto il territorio di competenza. Molti quelli che riguardano la Versilia, anche se l’Asl spiega di non poter affermare con esattezza quanti siano quelli destinati ai sette Comuni.

Gli avvisi sono relativi a prestazioni sanitarie avvenute anche negli anni scorsi: si va a ritroso fino al 2014. Gli importi sono vari e si basano sul ticket che l’utente avrebbe dovuto versare. Una buona fetta riguarda il cosiddetto fenomeno “Malum”: con questo termine l’Asl indica le persone che hanno prenotato una visita e poi non si sono presentate. A prescindere dalla motivazione del forfait, avrebbero dovuto disdire la prenotazione almeno 48 ore prima. Non avendolo fatto, l’Asl considera la visita come se fosse stata eseguita. E quindi chiede il versamento del ticket. Anche alle persone che normalmente non lo pagano perché esenti per motivi di salute (malati di tumore e altre patologie) o per motivi economici (disoccupati e persone a basso reddito). Poi ci sono quelli che non hanno pagato il ticket di pronto soccorso: i pazienti con codici meno gravi, il bianco e l’azzurro, sono chiamati a versare importi fino a 50 euro una volta usciti dall’ospedale. Ma anche altri codici più gravi, come il giallo, possono essere chiamati a sborsare un ticket di pronto soccorso: quello da 10 euro, il cosiddetto superticket sugli esami diagnostici, tanto odiato e infatti cancellato dalla Regione a partire dalla prossima primavera.

La questione del recupero crediti ricorda quella della lotta all’evasione di cui si discute ogni giorno, ma che l’amministrazione pubblica fatica a mettere in pratica. Anche le Asl, ai tempi in cui non esistevano le maxi-aziende sanitarie, si muovevano in maniera disordinata: c’erano Asl che non combinavano molto su questo versante, mentre altre – Versilia in primis – ci lavoravano in maniera approfondita. Anche perché il fenomeno dell’evasione del ticket, in certe zone, è più evidente.

Ora la procedura è diventata quasi un obbligo, vista la necessità di recuperare soldi in un sistema sanitario sempre più a corto di risorse. Perciò nei confronti di tutti quelli che non hanno pagato all’Asl visite ed esami e nei confronti di coloro che non si sono presentati ad appuntamenti prenotati e non disdetti entro le 48 ore precedenti, «così come previsto dalla Regione Toscana – si legge in una nota – l’unità Recupero credito e rapporti assicurativi dell’Asl Toscana Nordovest già da alcuni mesi è impegnata nell’invio di circa 28.000 avvisi bonari, con cui viene richiesta, anche ai cittadini esenti, una cifra pari al ticket dovuto. Gli utenti che hanno ricevuto o riceveranno gli avvisi troveranno, all’interno dell’avviso bonario, i contatti sia telefonici che a mezzo fax o posta elettronica a cui fare riferimento nel caso in cui l’utente fosse in possesso della ricevuta dell’effettuato pagamento del ticket (debitamente compilata) o di certificazione che attesti l’effettuazione della visita richiesta o altro tipo di giustificazione o contestazione». —



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